Cicciuzzu era disperato, la sua compagna l'aveva cacciato via dal nido perchè soffriva di mal di testa e non poteva più pescare.
Provate voi a tuffarvi, a picco, da cento metri per un misero pesciolino e magari non beccarlo nemmeno, e lui dopo tanti tuffi, era arrivato allo stremo.
Apparteneva ad uno stormo di gabbiani imperiali dal becco giallo ed era nato e cresciuto nelle scogliere di Sutta a Frunti.
Un favazzinoto puro sasngue, da generazioni.
Lei, Carmelina, la gabbiana ingrata, era stata impietosa:
:- Vatindi bonu a nenti, non si capaci mancu mi pigghi du pisci pi sti criaturi, tu non si nu gabbianu, si na carcarazza (cornacchia) -
Quattro pulcini di gabbiano, i suoi figli, con il becco perennemente spalancato, reclamavano il cibo.
Il forte dolore di testa e l'umiliazione subita da Carmelina, dopo tante covate cresciute insieme, lo portarono ad una decisione folle, tuffarsi dallo strapiombo senza aprire le ali, direttamente sugli scogli, porre fine al dolore e alla vergogna.
Stava per fare il tragico salto quando vide l'umano arrivare, alto, lento, sudato, con uno strano bastone lungo in una mano ed un secchio dall'altra.
L'umano prese posto su uno scoglio, riempì il secchio di mare e si mise a pescare, mettendo i pesci dentro il secchio, alle sue spalle.
Un barlume di speranza riempì il cuore di Cicciuzzu
Senza battere le ali, planando, atterrò sullo scoglio, silenziosamente prese un cefalotto dal secchio e lo portò al nido.
Carmelina mai contenta :- Chi aiu a fari cu nu pisci sulu ? Va pigghindi autri, malufaticanti -
E' così Cicciuzzu rubava i pesci all'umano, che pensava solo a pescare e fumare, non guardava mai dentro il secchio.
Poi l'inevitabile. L'umano si girò di scatto per prendere un pò di esca e lo vide mentre tentava di rubare l'ennesimo pesce.
Cicciuzzu pensò :- Ora chistu mi 'mazza -
Invece l'umano si mise a ridere forte e chiese :- Chi fai, mi futti i pisci ? -
Lo capiva, parlava come lui
Cicciuzzu rispose :- Non pozzu cchiù piscari e mi faci fami, aiu quattru figghi e na mugghieri rumpipalli -
:- Vabbò, ti rugnu ieu i pisci, comu ti chiami ?
;- Cicciuzzu e tu ?
:- Mimmu, Mimmu u longu -
I due diventarono molto amici, si vedevano ogni giorno, parlavano delle loro storie, dei loro problemi, dei loro sogni.
Cicciuzzu guarì dall'emicrania, ormai i pesci se li pescava da solo, ma andava sempre a trovare il suo amico e farsi quattro chiacchiere.
Poi un giorno l'umano disse :- Cicciuzzu, m'indi vaiu, non 'ndi virimu cchiù, appena tornu, vegnu e ti trovu -
Allora Cicciuzzu pianse, piansero insieme
Benvenuti a Favazzinablog
Se vi va di partecipare potete contattarmi su skype (mauro.fuca) o scrivere un commento anonimo al blog (scrivete in ogni caso la vostra email) così vi faccio diventare autori del blog e potrete darmi una mano.
Salutamu!
UGRECU
lunedì 26 gennaio 2009
Il gabbiano con l'emicrania
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u'longu
u iornu:
lunedì, gennaio 26, 2009
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Argomento: CAZZATE VARIE
i pensieri del negretto
Certo che è bruttino tornare a scrivere dopo un pò di assenteismo parlando di polemiche, tensioni, ammosciamenti vari,prime donne, accuse etc etc però lo faccio perchè sarò spontaneo. Intanto vorrei far notare che a volte (come più volte ribadito nel blog) si cerca la provocazione per scuotere gli animi e questo ha fatto il mister: il concetto è che purtroppo il mister (cu tuttu u rispettu) non dispone di alcune doti dialettiche(che altri posseggono invece) per far risultare la sua critica come un qualcosa di costruttivo e allora viene attaccato un pò da tutti (ma penso che a lui piaccia anche) perdendo un pò l'obiettivo della sua critica "costruttiva" che diventa un UNO CONTRO TUTTI! Non sono l'avvocato del mister ma siccome lo conosco meglio di tanti altri mi vesto del ruolo di suo TRADUTTORE!E devo dire che a volte noto più saccenza e presunzione in alcune risposte che gli vengono date più che fra le righe delle sue critiche.Fatta questa premessa penso che le chiacchiere e le parole non portano a niente. l'evidenza dice che parecchi autori non stanno scrivendo più. Il mister voleva dire PERCHE'?COMU MAI?Cosa che molti si sono chiesti nell'ultimo periodo. Io non penso di poter dire perchè Luna Piena, giorgione, pinna i piscicani, hannalee, ferroviere e altri non stanno partecipando attivamente al blog sarebbe presuntuoso però penso che chi è iscritto come autore al blog non possa per mesi non farsi sentire per niente: i problemi lu pc, u pocu tempu a disposizione, a famigghia etc etc sunnu cazzati anche perchè allora si dovrebbe pensare che chi scrive spesso non lavura non navi famigghia e non faci nu cazzu la matina a sira? il che non è vero!Posso capire per un periodo limitato di tempo ma poi è una scusa per non dire il vero motivo che magari è "mi cacai u cazzu i sto blog"per esempio. Io posso dire che personalmente non ho partecipato ultimamente perchè non avevo voglia di scrivere un cazzo e fra i post letti, alcuni li ho apprezzati(anche tanto) ma dopo la lettura non ho avuto il bisogno di commentarli, molti altri non li ho reputati interessanti e non li ho commentati. Come autore del blog io penso sia cosa dovuta dare una spiegazione di questa assenza e questo dovrebbero fare anche gli altri assenti...Per quale cazzo di motivo non state scrivendo più? Io come hobby alleno una squadretta di calcio di bambini, ad ogni inizio di stagione ogni gruppo è formato da quasi 25 bambini, un numero troppo elevato per lavorare bene ma sapendo come vanno le cose lascio che sia l evoluzione naturale(alcuni si iscrivono solo perchè c'è il cuginetto, solo perchè è iscritto il fratello, o il compagno di scuola ma di palle e pallone non gli importa niente e quindi dopo l'entusiasmo iniziale perdono la fantasia) a far scendere questo numero ad una ventina di elementi in modo che nessuno mi può dire che ho cacciato o non accettato qualcuno e io posso allenare bene. Se durante la stagione però noto che qualcuno manca da qualche allenamento e il numero degli abituali scende a 9/10 elementi allora inizio a chiedermi cosa succede ma non faccio ipotesi o non mando ambasciate con i compagnetti per dire agli assenti CERCATE DI VENIRE AGLI ALLENAMENTI, ma vado a casa IASU a cornetta lu telefonu e chiedo come mai di questa assenza(il più delle volte èl'influenza per esempio), può capitare anche che un bambino non sta venendo perchè nell'ultimo allenamento un compagno lo ha rimproverato e lui c'è rimasto male...o che ha sbagliato il rigore e si vergogna a venire etc etc ed in questo caso allora posso intervenire naturalmente, recuperando i desaparecidos. Questa parentesi calcistica era per mandare un invito agli amministratori del blog: cari amministratori siate come il mister, inviate una mail ai blogger desaparecidos (come il mister chiede via telefono dei suoi piccoli calciatori) e PRETENDETE(perchè ve lo devono e non mi dite che non è così pirchì avete creato PER LORO un qualcosa che è unico per Favazzina) da loro una risposta sul motivo per il quale si sono allontanati dalla vita attiva del blog, in modo molto schietto, sincero,senza giri di parole, privatamente e in un tono molto tranquillo e garbato per far capire che non è una domanda accusatoria ma solo una sorta di monitoraggio dell'attività dei blogger con la finalità di vedere se si può fare qualcosa per riprendere il blog o è solo una fase di evoluzione naturale della sua vita.Penso sia una cosa fattibile e sicuramente è una cosa concreta e non è il solito invito del cazzo "meno polemiche e scrivete di più"! Poi un altra cosa ho notato: una volta appena c'era un nuovo iscritto fioccavano i post dove si domandava chi fosse, se si conosceva, inviti a presentarsi insomma lo si rendeva subito partecipe, ho letto il commento di una certa occhiverdi ma nessun che gli abbia chiesto chi fosse e chi non fosse, ho visto due altri nuovi U RUSSU e PETRU ma nessuno che li chiamasse in causa, anche questo penso sia un modo per far crescere il blog, cercando di coinvolgere i nuovi arrivati non solo scrivendo cinque post al giorno commentati dalle stesse persone.
Io non ho mai partecipato ad altri blog però penso che ci sia una sorta di TEORIA DI TRAINO (non ca lenza e l'isca però): ovvero di tanto in tanto ci sono post trainanti nel senso che fungono da rampa di lancio per altri post di altri autori, danno lo spunto per altri post insomma, magari nell'ultimo periodo sono mancati dei post traino, ma questa non è una colpa di chi posta, capita. Ad esempio PINNA I PISCICANI era da tanto che non interveniva ma quando ficonsgi mi sembra ha scritto un post su r. di genova ha fatto un bel commento, cioè è stato trainato a buttarsi dentro il blog, se ci fossero stati altri post simili magari pinna i p. avrebbe partecipato con maggiore continuità. Il traino migliore sarebbe quello di avere una grande etereogenità di post che trainino un pò tutti(e ci sono stati i periodi così), cosa francamente difficile oggi se a parte arcade, u longu, spusiddha e georgie non scrive più nessuno me compreso. Io prometto che ritornerò presto con i miei sondaggi(tinitivi pronti) sperando che anche altri si sveglino dall'apatia e ricomincino a postare sempre più spesso. Vi ho annoiato cu stu post ma me ne fotto!vi auguro una buona serata o giornata...un saluto a tutti coloro che postano e commentano(all'autri i saluti i tegnu cungelati)..bye
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il negretto
u iornu:
lunedì, gennaio 26, 2009
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Argomento: Riflessioni
domenica 25 gennaio 2009
Affittare o comprare?
Una donna di New York - USA - ha scritto a un sito di finanza americano chiedendo consigli su come trovare un marito ricco: già ciò di per sé é divertente, ma il meglio della storia é quello che un tizio le ha risposto.
LEI : Sono una ragazza bella (anzi, bellissima) di 28 anni. Sono intelligente e ho molta classe.
Vorrei sposarmi con qualcuno che guadagni minimo mezzo milione di dollari all'anno.
C'è in questo sito un uomo che guadagni ciò? Oppure mogli di uomini milionari che possono darmi suggerimenti in merito?
Ho già avuto relazioni con uomini che guadagnavano 200 o 250 mila $, ma ciò non mi permette di vivere in Central Park West.
Conosco una signora che fa yoga con me, che ha sposato un ricco banchiere e vive a Tribeca, non é bella quanto me, e nemmeno tanto intelligente.
Quindi mi chiedo, cos'ha fatto per meritare ciò e perché io non ci riesco? Come posso raggiungere il suo livello?
LUI : Ho letto la sua mail con molto interesse, ho pensato profondamente al suo caso e ho fatto una diagnosi della sua situazione.
Premetto che non sto rubando il suo tempo, dato che guadagno 500 mila $ all'anno.
Detto ciò, considero i fatti nel seguente modo:
Quello che Lei offre, visto dalla prospettiva di un uomo come quello che Lei cerca, é semplicemente un pessimo affare.
E ciò per i seguenti motivi:
Lasciando perdere i blablabla, quello che Lei suggerisce é una negoziazione molto semplice. Lei offre la sua bellezza fisica e io ci metto i miei soldi.
Proposta molto chiara, questa.
Ma c'è un piccolo problema. Di sicuro,
Lei non solo soffre un deprezzamento, ma questo é progressivo, e aumenta ogni anno! Spiego meglio: oggi Lei ha 28 anni, é bella e continuerà così x i prossimi 5/10 anni, ma sempre un po' meno, e all'improvviso, quando Lei osserverà una foto di oggi, si accorgerà che é diventata una pera raggrinzita.
Questo significa, in termini di mercato, che oggi lei é ben quotata, nell'epoca ideale x essere venduta, non x essere comprata.
Usando il linguaggio di Wall Street, chi la possiede oggi deve metterla in "trading position" (posizione di commercio), e non in "buy and hold" (compra e tieni stretto), che, da quanto sembra, é quello per cui Lei si offre.
Quindi, sempre in termini commerciali, il matrimonio ("buy and hold") con Lei non é un buon affare a medio/lungo termine.
In compenso, affittarla per un periodo, può essere, anche socialmente, un affare ragionevole e potremmo pensarci su.
Potremmo avere una relazione per un certo periodo.
Huuummm.... Pensando meglio, e per assicurarmi quanto intelligente, di classe e bellissima lei é, io, possibile futuro "affittuario" di tale "macchina", richiedo ciò che é di prassi: fare un test drive.
La prego di stabilire data e ora.
Cordialmente
Suo Investitore
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georgie
u iornu:
domenica, gennaio 25, 2009
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Argomento: Varie
sabato 24 gennaio 2009
GLI UOMINI (quelli stupidi)
Un uomo aveva tre ragazze ma non sapeva quale sposare.
Allora, decise di fare un test, per vedere quale fosse la più
adatta a diventare sua moglie.
Prelevò 15.000 euro dalla sua banca,
ne diede 5000 à ciascuna dicendole:
- Spendili come vuoi.
La prima andò a fare shopping, acquistò vestiti, gioielli, andò dal
parrucchiere,
dall'estetista etc.
Di ritorno dall'uomo, gli disse:
- Ho speso tutti i tuoi soldi per essere più bella per te,
per
piacerti: Tutto ciò, perché ti amo.
Anche la seconda andò a
fare shopping, acquistando vestiti per lei, un
lettore CD,
una
televisione schermo piatto, due paia si scarpe da
jogging,
delle mazze
da golf e dei film porno.
Di ritorno dall'uomo, gli disse:
Ho
speso tutti i tuoi soldi per renderti felice, per piacerti.
Tutto ciò,
perché ti amo.
La terza prese i soldi e li investì in
borsa. In tre giorni raddoppiò
il proprio investimento, rese i 5000
euro all'uomo e gli disse:
- Ho investito i tuoi soldi ed ho
guadagnato i miei. Ora posso fare
ciò che voglio col mio danaro. Tutto
ciò, perché ti amo.
Allora l'uomo si mise a riflettere,
riflettere
riflettere
riflettere.. (gli uomini riflettono
veramente tanto.)
E sposò quella che aveva
le tette più grosse.
Perché un uomo riflette molto...
ma
finisce sempre per fare le stesse cazzate !
U scriviu:
georgie
u iornu:
sabato, gennaio 24, 2009
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Argomento: CAZZATE VARIE
La scoperta dell'acqua calda.....
...e vi meravigliate pure?????!!!
é..... non ricordo da quanti mesi fa era stato lanciato un allarme... da parte di una o piu persone,riguardo
a questa tipo di situazione che si sta creando sul blog!ma puntualmente è stato/i assalito,criticato,ecc.... e a distanza di mesi siamo punto e a capo!!!!
Forse,saro banale,ripetitivo,eeeee nn so nemmeno io cosa.... MA IL BLOG ORA COME NON MAI HA BISOGNO DI COINVOLGIMENTO!!!!!!!
Le storie e i racconti vecchi non bastano! bisogna inventarsi qualcosa (riferito a tutti),un qualcosa che coinvolga tutti! .... perciò a cu spittati??? date sfogo alla vostra fantasia,che non vi manca, ma fatelo in modo costruttivo e coinvolgente.
Sono scomparsi pure gli amministratori.... huuuumma!
Premesso che mbhou ha ragione quando scrive che tanti si sono iscritti al blog solo per poter dire c'ero anche io!!! Cmq lasciamo stare ki è megghiu!!!
NB: non siate banali scrivendo... :.... perchè non incominci tu mister??? io sono in ritiro! ma come vedete leggo,scrivo ma soprattutto partecipo!
Cmq torniamo a noi...
- Come mai tante persone non scrivono piu? (luna,olivia,minni, e tanti altri)
- Come mai scrivono solo quelle 4/5 persone?
- E come mai tante persone risponderanno a questo mio post?
Tre semplice domande per fare un po di chiarezza nel blog ,almeno spero,e capire appunto cosa serve per rilanciarlo....!
U scriviu:
U Mister
u iornu:
sabato, gennaio 24, 2009
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Argomento: polemiche favazzinote, Riflessioni
venerdì 23 gennaio 2009
PENSIERI
Premetto che questo post non vuole essere né una critica né una richiesta nei confronti di nessuno, è solo una riflessione che facevo tra me e me dopo aver finito di chattare con Arcade, che mi faceva notare un certo “ammosciamento” del blog. Di sicuro si riferiva alla mancanza di post o meglio di persone che scrivessero qualche post. Ricordo che quando mi sono iscritto io, il blog stava vivendo una fase simile, la domanda di malumbra era eloquente “Ma stu blog muriu?”. Per fortuna, oltre a me si sono iscritte altre persone, che hanno contribuito, in vari modi, a far si che il blog si rianimasse e ci fossero tanti altri “favazzinoti” in giro per l’Italia e oltre che si iscrivessero e contribuissero a tale rianimazione. Personalmente credo che il numero di post dei mesi scorsi sia difficilmente replicabile nel corso della vita del blog. Ad essere sincero non mi dispiace neanche tanto, così almeno chi non si collega spesso, come me, ha la possibilità di leggere più post e non perdersi tante cose. Quando ci sono stati dei nuovi iscritti, propositivi naturalmente, il blog ha sempre avuto un’impennata di post anche perché gli ultimi arrivati avendo il piacere di raccontare qualcosa di loro, probabilmente non hanno resistito alla tentazione di scrivere a più no posso aneddoti, storie e quant’altro. Pensieri e parole che a loro modo sono servite, come dicevo prima, alla vita del blog. Adesso questi autori stanno passando una fase di assuefazione da blog (i medici mi potranno correggere sulla mia diagnosi), poi c’è chi ha perso l’ispirazione, chi non ha niente da dire (possibile che non abbiano mai fatto o visto, sentito niente in questo paese?), chi non ha tempo da dedicare al blog (purtroppo si deve anche dare conto al lavoro e alla famiglia), chi si vergogna di scrivere per paura di non essere capito dagli altri, c’è chi si lamentava dell’andazzo mieloso e romantico del blog, chi si lamentava di leggere sempre barzellette o poesie. Adesso che barzellette, poesie e miele si sono lentamente diradati, rimangono sempre gli stessi a scrivere e commentare. E’ innegabile che chi scrive sia solo una piccola percentuale rispetto ai possibili autori di post, ma questo non vuole essere una critica a chi probabilmente si è scritto solo per dire “C’ero anch’io”, è solo una constatazione. In questa fase di stallo una novità c’è stata il primo vero post del Ficonsgi, che non si sa dove (ahahah) abbia trovato l’ispirazione.
Chi scrive è chiaro che vorrebbe l’attenzione di tutti, ma spesso capita di scrivere un post che non riceva commenti, ma questo non vuol dire che nessuno lo abbia letto, magari chi lo legge in quel momento non ha un commento, adeguato secondo lui, da esporre. Adesso che il numero di post è nettamente diminuito, chi legge ha anche più tempo di pensare a qualche commento. Erano mesi che non aprivo la pagina iniziale del blog e vedevo per due giorni consecutivi lo stesso ultimo post.
Concludo questo mio post con un mio pensiero: considero il blog come un diario personale dove mi va di riportare i miei pensieri, le mie idee e i miei ricordi e condividerli con chi li legge. Un modo semplice per incontrare persone che non vedo e sento da tempo e con le quali mi piacerebbe scambiare 4 chiacchiere di persona. Come in ogni comitiva, non tutti possono o devono condividere le mie idee e i miei ricordi e i miei pensieri, come a me non piacciono idee e modi di fare di altri con i quali non mi fermerei a parlare più di tanto (spunto per il prossimo sondaggio del desaparecidos negretto), ma così è la vita.
Un saluto a tutti.
U scriviu:
mbù
u iornu:
venerdì, gennaio 23, 2009
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Argomento: Riflessioni
I mali spiriti
Era una sera di dicembre inoltrato, quasi natale, i quattro giovani amici erano seduti 'nte scaluni ra cresia e parlavano fitto.
Stavano progettando un'incursione in un orto vicino fornito di gigantesca mandarinara, famosa per le qualità sublime dei suoi frutti, le mandarine.
Aspettavano l'avanzare della sera, quando le strade a Favazzina diventavano deserte e si poteva colpire in tutta tranquillità, era meglio evitare incontri ravvicinati con i proprietari o con qualcuno che, non facendosi i cazzi suoi, andava a riferire.
Il nostro non era un furto, era un'assaggio, un omaggio alla bontà del prodotto consumato sul posto, sotterrando subito dopo le bucce, e poi tutti noi avevamo nostre mandarinare nei giardini dei nostri genitori, ma il divertimento era andare a fregarle agli altri, erano più gustose.
I quattro amici erano: Enzo G., suo fratello Rocco, Maciste ed io.
E' bene sapere che nelle famiglie favazzinote, per fare stare buoni i bambini e non farli uscire la sera, le mamme, le nonne, raccontavano storie terrificanti di mali spiriti che si aggiravano per il paese, specialmente al buio, quindi eravamo cresciuti un pò terrorizzati da queste storie, ma da grandi tutto era finito.
Non per Enzo e Rocco, loro avevano ancora degli strascichi, avevano paura, non tanto ma ci pensavano ancora, Maciste invece se ne fotteva assai, io più di lui.
Alle 22,00 scocca l'ora X, un balzo, tutti dentro il giardino nel buio a cercare la mandarinara che, maestosa e placida, ci aspettava.
Eravamo suoi clienti da diversi anni, si era affezionata, ci aveva visti da bambini,
io poi l'amavo perchè sembrava che mi volesse porgere i suoi frutti abbassando i rami, invece ero io che mi ero allungato, un pò troppo.
Arrivati sotto la mandarinara, appena raccolti i primi frutti, all'improvviso una tempesta, un'uragano, un vento fortissimo che piegava i rami dell'albero quasi a spezzarli, la mandarinara sembrava cosa viva, invece gli altri alberi immobili, quieti.
Un urlo strozzato di Enzo :- I mali spiriti, i mali spiriti -
Credo che il record mondiale dei duecento metri ad ostacoli con salto in alto finale, stabilito dai due fatelli, sia ancora imbattuto e che difficilmente qualcuno potrà mai superarlo.
Maciste trascinato dalla fuga dei fratelli era a metà strada, preoccupato perchè non mi vedeva arrivare, s'era fermato ad aspettarmi, io invece sbigottito e , perchè no, impaurito, ero rimasto sotto l'albero, meravigliato, come quello che per la prima volta vede il dono prezioso di proprietà esclusiva delle donne.
E meno male che sono rimasto, non mi avrebbe mai convinto nessuno che non erano i mali spiriti.
Uno stormo di cicogne, probabilmente venute dal mare, avevano scelto come sosta notturna di appollaiarsi sulla grande mandarinara, disturbate dal nostro arrivo avevavo spiccato il volo tutte insieme, creando quello strano effetto, tipo elicotero che si alza, ed io, restando fermo, avevo visto la fase finale.
Anche Maciste, pur da lontano aveva visto, quindi cercammo i fratelli per rassicurarli e riprendere da dove avevamo incominciato.
Dei fratelli nemmeno l'ombra, erano andati a letto, sotto le coperte, convinti del fenomeno paranormale.
Scaricata l'adrenalina, ritornammo ai scaluni ra cresia e Maciste mi disse:
:- Longu, però tu si sempri u solitu 'llampatu, quandu fuimu t'aiu aspittari sempri -
:- E tu non mi spittari, fui -
:- E aundi vaiu senza i tia ? Longu, amicu meu -
Questi erano i miei compagni d'infanzia, questi erano i miei amici
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u'longu
u iornu:
venerdì, gennaio 23, 2009
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Argomento: Storie 'i Favazzina
giovedì 22 gennaio 2009
'U commendatori e 'a storia 'i Spirìu
Un altro personaggio che merita di essere ricordato nella storia del nostro paese è 'u commendatori. Ve lo ricordate no? una trottola che non si fermava mai, nel paese potevi incontrarlo in qualsiasi posto e spesso si fermava con te a parlare perchè di storie da raccontare ne aveva veramente tante. Quel pomeriggio ero con una mia amica milanese presso la fontana del rione Villa, ammiravamo la magnifica distesa di limoni nel giardino di fronte, quello che va dalla rimembranza alla stazione. Dalla porticina che allora era l'ingresso al giardino si affaccia 'u cummendatori, mi chiama e invita me e la mia amica a visitare il giardino. Dopo averci regalato due "schiocche" di limoni ci sediamo su un muretto, una parola tira l'altra e via con la storia di Spirìu. Dice il commendatore :
"Spirìu era un bel giovane, garzone in un negozio di generi alimentari. Tra le altre cose aveva il compito di approvvigionare una volta alla settimana un convento di suore di clausura. Svolgeva il lavoro con puntualità e precisione per cui riscuoteva l'ammirazione di quelle sorelle. Passavano i mesi e i giorni delle consegne, tutto procedeva per il meglio fino a quel giorno in cui don Cicciu il padrone di Spirìu si presenta al convento. La madre superiora fu sorpresa quando non vide Spirìu e fu sconvolta quando le fu detto che il bel giovane si era licenziato per partire e tentare la fortuna negli Stati Uniti. A don Cicciu tutto quel turbamento non lo convinse e con diplomatica insistenza riuscì a sapere che una delle sorelle più giovani aspettava e la causa di questo aspettare era Spirìu, l'unico uomo che da mesi e mesi fosse entrato nel convento. Spiacente di non poter aiutare la madre superiora che senz'altro faceva meglio a riferire al vescovo, prima di accomiatarsi don Cicciu disse: - Madre, se avete bisogno vi favorisco ancora ma vi ricordo che siete in arretrato di tre mesi con i pagamenti.
- Cosa dite don Cicciu? io ho pagato sempre tutto a Spirìu, tutte le settimane.
Don Cicciu si mina du maschiati nta facci e dici: - Ah, Spirìu Spirìu, a vui vi mprenau e a mia mi futtiu!"
*Da allora quando ci incontravamo per strada cu cummendatori lui mi chiedeva sempre: - U viristi a Spirìu?- e all'unisono come una cantilena ripetevamo - a vui vi mprenau e a mia mi futtiu!
U scriviu:
arcade fire
u iornu:
giovedì, gennaio 22, 2009
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Argomento: Storie 'i Favazzina
mercoledì 21 gennaio 2009
La guerra di Nino, mio padre
Scrivo questa storia non per glorificare mio padre, ma per tutti quelli che come lui, hanno subito una guerra che gli ha rubato l'adoloscenza, la gioventù, e per molti, purtroppo, anche la vita.
Mio padre era nato nel 1921 a Favazzina
Quando aveva poco più di sedici anni fu chiamato al servizio di leva in marina, a quei tempi la ferma militare in marina era di tre anni, quindi partivano giovanissimi.
Era imbarcato su un'incrociatore, il Trento, fuochista
Quando finalmente, passati i tre anni di leva, stava per congedarsi e tornare a casa, scoppiò la seconda guerra mondiale. Naturalmente fu trattenuto.
Insieme ala flotta partecipò alle più importanti battaglie navali del mediterraneo, compresa quella di Punta Stilo,dove la flotta italiana quasi vittoriosa, dovette ritirarsi per il sopraggiungere dell'oscurità, non avevano il radar e non potevano combattere di notte, mentre gli inglesi ne erano forniti.
Da soli attaccavano i convogli alleati diretti a Malta o in Nord Africa
In una di queste missioni furono colpiti da siluro di un sommergibile inglese ed andarono in avaria.
Mentre erano fermi per riparare l'avaria, un'aereo silurante li colpì in maniera definitiva, spezzando la nave in due.
Durante le battaglie, sulle navi da guerra, per evitare scene di panico, tutti i settori venivano chiusi, si poteva uscire solo risalendo uno stretto cunicolo con le scale, che portava ai boccaporti in coperta.
Mio padre che era in sala macchine, quindi la parte più bassa della nave, quando senti il secondo scoppio, scappò insieme agli altri, salendo le strettissime scale verso il boccaporto, lo trovò chiuso, l'esplosione aveva bloccato il congegno di apertura.
Aprì il boccaporto a testate (la testa dura calabrese qualche volta serve) trovando in coperta una scena terrificante.
La nave stava affondando, per terra decine e decine di marinai feriti dall'esplosione che non riuscivano a lanciarsi in mare, tutti giovani amici, come fratelli, che lo guardavano mentre prendeva la rincorsa per tuffarsi a mare.
Non c'era tempo, altri secondi e la nave avrebbe trascinato con se tutti quanti, con il risucchio, un'evento che si crea sempre all'affondamento di una nave, un tacito addio con lo sguardo e poi via nel mare a nuotare come un pazzo per evitare il risucchio.
Salvo per un pelo, insieme ai superstiti ad aspettare i soccorsi, in mezzo al mare, senza scialuppe, non avevano fatto in tempo ad ammainarle.
Meno male che era d'estate, il mare era caldo, meno male che avevano vent'anni, dopo qualche giorno li recuperarono, sporchi di nafta, allo stremo.
Qualche mese di ospedale, qualche giorno di licenza, poi via, la guerra continuava.
Lo passarono al Battaglione San Marco, i marines italiani, fu inviato in Francia, costa atlantica, in una base di sommergibli italo-tedesca, poco italo, molto tedesca,
a fare la guardia alla base insieme ai marinai tedeschi.
Bombardamenti quotidiani da parte degli Alleati, ogni giorno poteva essere l'ultimo, solidarietà tra marinai italiani e tedeschi per salvare la pelle.
Poi l'8 settembre
Lo stesso marinaio tedesco che aveva montato la guardia insieme a lui, gli puntò il mitra, mio padre credeva che scherzasse. Non scherzava.
La scelta era, continuare la guerra insieme a loro cambiando semplicemente divisa o il campo di concentramento in Germania.
Mio padre pensò :- Come faccio a combattere insieme a gente che la sera prima sono amici e la mattina dopo ti puntano il mitra in faccia ? meglio la prigione -
Non sapeva dell'orrore dei campi di concentramento, degli ebrei, dei russi, degli zingari, che venivano sistematicamente eliminati, credeva fosse una prigione, ingiusta perchè aveva fatto sempre il suo dovere di marinaio, però sempre meglio che morire sotto le bombe.
Non era un atto eroico, ne ideologico, ea il semplice ragionamento di un contadino nato in riva al mare. Non sapeva quello che l'aspettava.
Deportato in un campo di concentramento nella Germania Orientale, credo che abbia visto la morte in tutti i suoi aspetti, infatti non parlava volentieri di quel periodo, si commuoveva quando parlava di donne e bambini uccisi come cani, anche gli italiani morivano, ma di fame e di malattie, non come bestie in un mattatoio.
Passa il tempo, le sorti della guerra erano a favore degli alleati, dal fronte occidentale gli americani, da quello orientale i russi, dal cielo bombardamenti sempre più intensi.
I tedeschi scappavano, nella loro follia si portavano dietro anche i prigionieri, quando invece potevano scappare meglio senza l'ingombro di tanta gente lacera, malfamata, terrorizzata, non volevano lasciarli liberi, come fossero dei criminali, degli schiavi.
In uno di questi trasferimenti il camion dov'era stipato mio padre, fu mitragliato da un'aereo e si ribaltò, lui riportò la frattura di una spalla, lo salvò il fatto d'indossare una divisa tedesca, perchè per mancanza di vestiario, vestivano i prigionieri con divise di soldati tedeschi morti.
Immaginate: la guerra era ormai al suo epilogo, morivano come mosche militari e civili sotto i bombardamenti, le truppe alleate avanzavano e non andavano troppo per il sottile, specialmente i russi che dovevano vendicare milioni di morti, ed i tedeschi hanno portato mio padre in ospedale per ingessargli la spalla, scambiandolo per uno di loro, credendo non parlasse per lo shock da bombardamento, invece lui furbo, non parlava per non farsi scoprire.
Quando se ne accorsero era ormai quasi guarito, il colonnello medico delle SS guardò mio padre, tirò fuori la pistola, poi lo lasciò andare, avevano speso tempo e cure per lui, non valeva la pena ucciderlo.
Lo liberarono i russi, tutti i prigionieri liberi, tranne mio padre e quelli del Battaglione San Marco, li consideravano un corpo specializzato di volontari fascisti, trattenuti per accertamenti.
Altri sei mesi, che mio padre ha sempre considerato bellissimi perchè ogni sera ballavano con le soldatesse russe, e venivato trattati quasi come essere umani.
Quando si accorsero che erano dei poveri diavoli arruolati normalmente, li liberarono e mio padre, attraversando mezza europa, non so come, tornò a casa.
Non l'aspettava nessuno, era dato per disperso, sua madre e la sorella (la mamma di spusidda) avevano indossato il lutto.
Sembra la trama di un film di guerra americano e invece è una storia vera, non c'era nessuno a cercare di salvare il marinaio Nino, s'era salvato da solo e con tanta,
tanta fortuna.
A mio padre e alla sua generazione che, nonostante tutto, hanno creato per noi ed i
nostri figli un mondo migliore, per il loro senso del dovere e dell'amore per il lavoro, veri uomini
U scriviu:
u'longu
u iornu:
mercoledì, gennaio 21, 2009
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Argomento: Storie 'i Favazzina
lunedì 19 gennaio 2009
TANTI AUGURI ARCADE
Eccoci oggi
tutti presenti,
di star con te siamo contenti.
Musica, dolci,
panna montata
per festeggiare questa giornata.
Tamburi, pifferi,
campanelli
per augurarti gli anni più belli.
In mezzo a tutti,
a luci spente,
avanza qualcosa lentamente.
Questo è il momento
più importante,
per te l’istante più emozionante.
La torta sembra un porcospino,
per ogni candela un lumicino.
Poi un lampo
ed ecco fatto:
anche quest’anno
avrai un ritratto!
U scriviu:
georgie
u iornu:
lunedì, gennaio 19, 2009
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Argomento: Varie
