La chiesa era molto bella, l'altare colmo di fiori, le sedie ai lati dall'ingresso sino all'altare, formavano un corridoio di gigli, gardenie, biancospino.
Un matrimonio, un matrimonio favazzinoto
All'uscita, i parenti degli sposi, lanciavano confetti mischiati a monetine da dieci lire e noi bambini facevamo a gara a chi ne prendeva di più.
Poi c'era la festa, u sposaliziu, a mangiata.
Le struggenti note del tango, uscivano dai vecchi balconi che davano sull'orto, poi rimbalzavano ai piedi della collina, attraversavano le strette strade e s'immergevano nella corrente del mare, per andare a cercare amori perduti, amori lontani.
Io ero un bambino, si faceva festa, non ero invitato.
Mi ero cercato un angolino lontano, mi piaceva guardare le coppie ballare.
Erano veramenti belli i miei ballerini, tutti vestiti di nuovo o quasi, qualche leggero ritocco per qualche chilo preso o per segni di antiche baldorie di sughi e spumanti.
Ballavano, qualche coppia timida affrontava i passi con leggero distacco, altre si lasciavano pervadere dall'aderenze del tango, e allora erano colpi di tosse, del marito geloso, della madre guardinga, della moglie appiedata.
Io non capivo, credevo fossero tutti ammalati
Con il valzer i colpi di tosse scemavano, cominciavano i lamenti per un piede schiacciato, per le ancate delle coppie vicine, per i passi sbagliati.
Poi passavano lo spumante, quante bollicine, freddo, che faceva appannare le coppette di metallo argentato, il gelato, il "pezzo duro" di cioccolato e crema e canditi, scivolava come saponetta nei piattini, dello stesso metallo di prima.
Poi gli sposi versavano, con un mestolo del rinomato metallo (era un servizio completo) confetti bianchi, la sposa rideva sempre, lo sposo era serio e pensava:
:- Ridi, ridi, più tardi ti faccio ridere meglio -
Ricordi lontani, soffusi, inebriati dall'odore di zagara e di alghe marine, di terra appena bagnata dall'acqua di fiume, boccioli di rose, garofani ai balconi, gardenie aperte alla notte.
Colori, tanti colori, di verde e d'azzurro, il bianco del confine del mare che si perdeva dentro il bianco del confine del cielo, senza orizzonte ogni cosa sembrava sospesa
Io mi ricordo, mi ricordo
Benvenuti a Favazzinablog
Se vi va di partecipare potete contattarmi su skype (mauro.fuca) o scrivere un commento anonimo al blog (scrivete in ogni caso la vostra email) così vi faccio diventare autori del blog e potrete darmi una mano.
Salutamu!
UGRECU
giovedì 8 ottobre 2009
Il matrimonio
U scriviu:
u'longu
u iornu:
giovedì, ottobre 08, 2009
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Argomento: CAZZATE VARIE
u porcu avi tri pili e tri pili avi u porcu!!!!
Ancora una volta si discute il perchè di tutta questa latitanza sul blog!!!
mmmm.... spusy ha elencato i 9 motivi piu validi e veritieri del perchè di tutto questo assenteismo!!!!
SIIIIIIIIIIIIIIIIIIII... ti piaciva spusy mi ha raggiuni !!!!! hehehee
non avete capito niente!!!! e icavulati rassatili iari... "non scrivo piu perchè sono stato/a aggredito/A da tizio"o "mi mancha il tempo per un commento" ... e intantu mi trasunu mi legginu l'hannu!!! ...SUNNU TUTTI CAZZATI !!!!!!!!!!
Il motivo, l'unico motivo piu valido di tutta sta latitanza è CHI SI NCRISCIRU!!!!tanti hanno (solo) la voglia di leggere e spettegolare in privato e alle spalle!!!! e non hanno il coraggio,l'umiltà ecc di confrotarsi,discutere,e perchè no farsi 2 chiacchiere 2 risate e skerzare con gli altri... PERCHé NON NE SONO CAPACI !!!!!!.... non sanno accettare critiche,consigli e di conseguenza NON SONO INGRADO DI FARLE!!!
Sono tutte persone senza carattere e personalità, incapaci e timorosi di mettersi in gioco ed esporsi a critiche e a quant'altro... ( per me)persone insignificanti !!!! E CU STI ELEMENTI parlo con i vari... malumbra ,grecu,arcade ecc ... VULIVU RIPIGGHIARI A FAVAZZINA!!!!!!
...HE!!!!!! quantu erunu veri i me ridiculi !!!!!!!!
...U signuri mi ndi iuta!!!!!!
Prettamente per arcade(poi se interessa ad altri ben venga)... sabato incomincia il campionato,
FAVAZZINA BEACH è il nome della squadra e giochera sabato pomerigio alle 15 e 45 speriamo che quest'anno il nome di FAVAZZINA si legga in testa alla classifica fino a maggio ! IO E I MIEI RAGAZZI CI CREDIAMO!!! ... e voi cosa ne pensate?????? ;)
U scriviu:
U Mister
u iornu:
giovedì, ottobre 08, 2009
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Argomento: polemiche favazzinote, Punto di vista.
QUELLO CHE TUTTI VOGLIONO
Durante il primo semestre di partecipazione al BLOG, mi sono reso conto di un’evidente e crescente necessità di comunicare e discutere con i paesani e dico “TUTTI”.
Sentivo la necessità di contatti con le persone del luogo dove ero cresciuto.
In genere si parla e si scrive di cose che interessano, divertono, che fanno parte del quotidiano, che alcune volte diventano anche grottesche e banali. In fondo, non importa il contenuto di ciò di cui si parla, l’importante è comunicare. Il Blog non è un tribunale dove bisogna individuare chi ha ragione o chi ha torto, nel rispetto delle aspettative di ognuno, si può esprimere le proprie idee e divertirsi un po’, basta conoscere quali sono il pensiero e gli interessi degli altri.
Vorrei fare la mia piccola parte, incoraggiando tutti a scrivere su qualsiasi cosa essa sia, banale o non, del tipo “stamattina non ho voglia di lavorare” oppure “il mio gatto ha fatto la pipì sul divano” è importante comunicare e parlare di se stessi , perché è così che ci divertiamo e cominciamo di nuovo a prendere gusto di stare online.
Siamo tutti importanti,.....
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chinnurastazioni
u iornu:
giovedì, ottobre 08, 2009
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Argomento: Riflessioni
Perchè non scrivo sul blog
Vista oramai la scarsa partecipazione al blog, vorrei spiegare, a mio modo di vedere e, suscitando ovviamente delle polemiche (quello che in parte voglio), i motivi che hanno allontanato molti blogger.
1- La mancanza di tempo. La frase che più di frequente si sente dire è «Con tutto quello che ho da fare, il lavoro, i figli, la famiglia non ho assolutamente tempo di scrivere sul blog, al massimo riesco a leggere quello che scrivono gli altri, dovete credermi, nemmeno per un commento ho tempo!»
2- Le innumerevoli liti che in passato hanno coinvolto alcuni blogger e la prevaricazione, talvolta fuori dai limiti, da parte di qualcuno su altri.
3- La paura di esporsi e di prendere posizione su certi argomenti ritenuti compromettenti e di avere delle ritorsioni!
4- Un raffreddamento da parte di alcuni dopo l’iniziale entusiasmo.
5- La mancanza di argomentazioni!
6- Non trovarlo più interessante come all’inizio ed essersi tirati fuori definitivamente.
7- Con l’ingresso di alcuni blogger, l’inevitabile innalzamento culturale del blog e la fuga, spero non sia così, di chi non si sente, sbagliando ovviamente, all’altezza di controbattere. (Quanto mi mancano i post e le polemiche del Mister!)
8- L’errore di credere che, siccome sono sempre i soliti quattro che scrivono, il blog sia una cosa loro.
9- Per ultimo, sempre a mio modo di vedere, la rubrica “i scaluni ra cresia” che diventa uno spazio ristretto, toglie coesione e impedisce commenti e nuovi post.
U scriviu:
Spusiddha
u iornu:
giovedì, ottobre 08, 2009
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Argomento: Riflessioni
ARTICOLO TRE
TUTTI I CITTADINI HANNO PARI DIGNITA' SOCIALE E SONO UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE, SENZA DISTINZIONE DI SESSO, DI RAZZA, DI LINGUA, DI RELIGIONE, DI OPINIONI POLITICHE, DI CONDIZIONI PERSONALI E SOCIALI.
E' COMPITO DELLA REPUBBLICA RIMUOVERE GLI OSTACOLI DI ORDINE ECONOMICO E SOCIALE, CHE,LIMITANDO DI FATTO LA LIBERTA' E LA UGUAGLIANZA DEI CITTADINI,IMPEDISCONO IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA E L'EFFETTIVA PARTECIPAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI ALLA 'ORGANIZZAZIONE POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE DEL PAESE.
Grazie Corte
U scriviu:
Anonimo
u iornu:
giovedì, ottobre 08, 2009
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Argomento: Curiosità
mercoledì 7 ottobre 2009
...................
MA QUESTO BLOG E' MORTO?
U scriviu:
Malumbra
u iornu:
mercoledì, ottobre 07, 2009
7
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Argomento: favazzinablog
Il silenzio
Ancor mi sfugge perchè non rugge
direbbe Mauro il greco Ugo
l'animus favazzinoto al blog incognito
poteva mettersi in evidenza
scegliere la costumanza
partecipare con costanza
senza tema di dipendenza
e pur vagare libero sempre libero
di farsi i cazzi suoi e pure i nostri
saremmo stati onorati
come che fosse
ardito discreto neutro
una parola un saluto un vaffanculo
tutto si fa si dovrebbe fare per non morire
tutto per infondere un soffio al fiato
l'elenco qua a lato inerte e muto
stele funeraria al post ignoto
qua si chiude par di capire
oltre ogni resistenza umana
potè il silenzio dei coscritti
uno per tutti
Dampyr chi era costui?
U scriviu:
arcade fire
u iornu:
mercoledì, ottobre 07, 2009
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Argomento: favazzinablog
domenica 4 ottobre 2009
La Muttetta
La butto la com'è, mi piace il testo in dialetto, drammatico e struggente.
Figghiu, ca simu tutti siddijati
figghiu, pensando a ‘ttìa simu dannati.
Li nostri mura sunnu ‘ncatinati
di guardii, carbineri, e di sordati.
Sunnu daveru ‘ncatinati forti
li nostri mura, cu li nostri porti:
ca non potimu fari ddu’ pedati
d’appressu nd’i vidimu, com’e morti.
Figghiu, mu vegnu ‘ccà nd’eppi a penari,
miraculu di Ddiu potti scampari.
Sendu ca mi trovava a Badolari
mi dissi ammìa lu sindacu d’Arduri:
«partiru milleccincucentu militari,
tutti fureri, e capuralmaggiùri!»
Allura eu mi misi a caminari
e chi caminu su’ quarantott’uri.?
Vajitivindi, patri, e stativi bbonu;
a mamma e soru, mi li salutati.
Dicitinsi ‘na preghéra ‘i Sant’Antoni
pemmu mi guarda ammenzu a sti sordati.
Supra ‘a ‘nu sordu tutti sti sordati,
e cchiù di la mità sunnu pagati.
Chiamativilli, a tutti sti nimali
ca a unu a unu i mandu allu spitali;
ca pe’ pigghiari ammìa si vonnu scali
e puru è trapazzusu lu caminu,
e puru è trapazzusu lu caminu
e pe’ pigghiari a Peppi Musulinu.
Eu non disiju no’ carni e no’ vinu;
tabaccu, pozzu armari un putichinu;
armi ‘nd ‘avimu pe’ li occasioni,
si ‘ndi potimu dari soddisfazzioni!
Vaju girandu ammenzu a ‘sta campagna
sempri cu lu penzéru di Camagna;
no’ nesci fora no, ca si brigogna,
no’ nesci fora no, ca si spagna:
se nesci fora di sangu s’abbagna
e non si va ‘n galera cu’ menzogna.
Se poi Cristu la so’ vita si sparagna
non mi diciti ca sugnu carogna!
Eu sacciu quandu fu lu me’ sali
tandu la pena mia, lu cchiù doluri:
‘ntisi vint’anni di bagnu penali,
davant’all’occhi mi calaru ‘i veli!
Tandu su’ diventatu ‘nu nimali,
mentri chi era ‘na lapa di meli.
Ma doppu chi nescìa di quelli porti
c’aju scassatu cu’ manera ed arti,
di li carogni si damu la morti,
genti dabbèni li dassamu ‘i parti.
Ca eu fazzu comu faci lu scurzuni:
non mi toccati ammìa, ca non vi toccu;
sennò, cu ‘nd’avi ‘a corda attacca ‘o porcu!
E se San Petru sona la campana
mara la pecura c’avi a dari ‘a lana!
U scriviu:
chinnurastazioni
u iornu:
domenica, ottobre 04, 2009
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Argomento: Varie
venerdì 2 ottobre 2009
'A querela
Amministratore Malumbra e per conoscenza puru a chidd'autru chi non si viri cchiù, con questa mei ti faccio sapere che nta stu blog mi stati ruppendu i palli e pertanto ho incaricato lo studio legale Mazzuca & cu. di adire le vie legali a tutela della mia dignità. Vi querelu a tutti! Cà si parra a vanvira e si cugghiunia supra a cosi serii. Quanti ingegneri e economisti e ecologisti e scienziati nta stu Favazzina, oh foraiabbu e maravigghia, chi ittaru a simenza ra saggizza? Per quanto riguarda gli aspetti legali della diffamazione nci penza Mazzuca o so cumpari mi ti liscia u pilu, ieu ti rispundu an meritu i chiddu chi iati ricendu e non sapiti: ora ccà unu si iasa a matina, parra e ietta cantuneri di muru. Prima cosa prima i tuttu, consiglio comunale aperto: aundi cazzu i mintiva centu favazzinoti? si portunu i seggi ra casa o s' hannu a sittari dda nterra? chistu non si poti ma puru sulu pi rispettu di centu culi e ra sala consiliare. Ndi riunimmu nto bar i Peppinu embè? Peppinu ti fici ncu na cosa? Mangiti na granita e viri chi cangi opinioni. Un miliuni e quattrucentu mila euro autru chi terna, cà ficimu tumbula, va trovili tu tutti sti sordi e se trovi fammi na friscata chi vegnu ieu e ti spiegu comu si spendunu pirchì è chistu chi vi manca, parrati e non cunchiuriti mai nenti. Noi decidiamo, noi siamo uomini del fare e se c'è di mezzo il mare ndi futtimu. 'Azzu chi fiancheggiatori chi hai Malumbra? rinci o poeta non mi si spagna chi currenti non ndi pigghia: mintimu cavi termoisolati coibentati ignifughi e idrofobi, manculicani chi tecnologia c'aimu. Rinci puru a chiddu longu e tisu supra a du massu chi pari na ntinna di palamatara chi se non pigghia pisci mi si ndi vai a fungi, chiddu chi succiriu u sannu tutti: mbivi vinu bonarda dell'oltrepò pavese e no teni. Tu parli di pennelli Malumbra e pari chi nta sti cosi si competenti. Malumbra ca stamu parrandu i autri pennelli, varda nto vocabolario. E chi si beddu e comu u rici: facciamo il pennello, la sciumara scende, porta terra di qua, porta terra di là. E se poi non scindi? e se poi vai a na parti ambeci ca n'autra? nciu rici tu all'acqua chiddu c'avi a fari? tu sei Mosè e non lo sappiamo? Tu ricu ieu comu facimu, schiavamu e mmunzeddamu, chiccazzu voli riri risulta: terra i Favazzina è, a cacciamu i na parti e a mintimu a n'atra parti. Ti schianti chi si sbilancia u mundu? Cu da terra fazzu nu lungomari chi puru a Nizza ncia ponnu sucari e lo consegnerò ai favazzinoti nei tempi previsti. Un mese prima delle elezioni comunali.
Firmatu
'U sinducu
PS. Non parramu i mazzetti, Malumbra e non iaprimu armadii. U pani ca pumaroru chi nci futtisti a Ninuzzu all'asilu a quantu tu vindistI? Preferisci riferirlo in un consiglio comunale aperto o è megghiu mi ndi mbozzamu nto nozzulu?
U scriviu:
arcade fire
u iornu:
venerdì, ottobre 02, 2009
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Argomento: CAZZATE VARIE
giovedì 1 ottobre 2009
Libro Cuore
Il titolo mi pare adatto: la scuola elementare si chiama Edmondo De Amicis, classe quinta, anno 1968. A Parigi lo studente Jean Paul occupava la Sorbona e urlava malintenzionato ce n'est qu'un début; a Reggio Calabria, in un'aula del pianterreno, lo studente Demetrio guardava sconsolato la lavagna piena di frazioni proprie, improprie e apparenti. Lasciamo definitivamente lo studente Jean Paul al suo combat mentre Demetrio tace, suda e subisce l'incombente maestro. Quel maestro era bravo: amava la storia del risorgimento, conosceva di fama Cavour e di persona Giolitti; Carducci e soprattutto Pascoli i suoi poeti preferiti, oh Valentino vestito di nuovo come le brocche dei biancospini solo ai piedini provati dal rovo eccetera fino a saperla tutta a cantilena fino alla nausea fino a consumare la pagina del quaderno dove te la faceva scrivere; i dettati erano sempre poesie da t'amo pio bove alla cavallina storna transitando dall'albero a cui tendevi. Era anche un fior di liberale scoprimmo quel giorno che, inorridito dalle notizie che giungevano da Parigi e anche da Milano ormai, pensò di fare un giro esplorativo fra le nostre convinzioni politiche o di quel cazzo che ne potevamo sapere. Dicemmo quasi tutti che se avessimo potuto avremmo votato per la democrazia cristiana tranne il primo della classe, bravo davvero e primo per intuito, che disse partito liberale italiano: il maestro l'avrebbe baciato ma si limitò a confermare, certo! giacché il partito liberale è Cavour, Giolitti, Croce; tranne il secondo della classe, uno sempre pronto sul carro, che ripeté partito liberale italiano, ma vatindi! rumoreggiò la classe, ma certo! assentì il maestro, i padri della patria e bla e bla; tranne Cuzzola che prima aveva risposto che non sapeva ma ora che il maestro tornava alla carica con cavour, il primo e il secondo della classe più giolitti, disse che lui avrebbe votato partito comunista italiano, come? perché? perché mio padre è comunista e io voglio essere come lui. Zitti tutti. Quando Cuzzola parlava (raramente) tutti zitti, era l'unico che portava i pantaloni lunghi, alto biondo e chiaro di carnagione, era quello dell'ultimo banco in fondo all'aula.
Demetrio non sa di quelle frazioni ma il maestro insiste e lui si fa rosso sulle guance, il maestro lo chiama cucuzza e lui stringe i denti e gli occhi, il maestro gli dice asino, scecco e lui cede smollando. Piscia. Si piscia addosso libero e fluente, il viso par che si rassereni e una pozzanghera giallastra si deposita attorno alle scarpe su quel bel pavimento in graniglia. Ridemmo ma capimmo che dovevamo smettere subito. Disgraziato che cosa hai fatto? (Demetrio è inebetito), sei un animale (appoggia il mento sul petto), ora tu stai in piedi davanti a tutta la classe fino a quando suonerà la campana (e piange) questo disse quel fior di liberale. Disse pure: (maestro, chiamo la bidella?) Cuzzola fatti gli affari tuoi, non si esce! (maestro, Demetrio sta male, lo accompagno fuori) Qua dentro si fa come dico io e basta. Ma va zzuchiti du frittuli, maccarruni, Cuzzola consigliò calmo e piano, non tanto piano da non farsi sentire poi con tre passi risalì l'aula prese Demetrio per la mano e lo portò fuori.
Rimanemmo ad aspettare che la campana suonasse, noi liberaldemocristiani, il maestro e una chiazza di pisciazza.
Non ci furono conseguenze per nessuno, il pavimento fu lavato con acqua e varechina. Io successivamente diventai comunista ma non certo per questo episodio, al più mi è servito per non diventare liberale.
*(Demetrio è un nome di fantasia come è giusto che sia, Cuzzola è il cognome vero e mi pare giusto anche questo. Pure la storia è vera quantu è veru Marx.)
U scriviu:
arcade fire
u iornu:
giovedì, ottobre 01, 2009
5
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Argomento: Ricordi