Benvenuti a Favazzinablog

Finalmente, dopo anni che ho in mente di farlo, ho deciso di aprire questo piccolo blog su Favazzina. L'obiettivo è quello di creare una comunità virtuale delle varie persone che negli anni hanno preso parte alla vita della nostra mitica Favazzina in modo che, almeno attraverso internet, possano sentirsi e non perdere i contatti, ma anche quello di scrivere e non dimenticare le varie storie che per tante estati ci hanno fatto morire dalle risate.
Se vi va di partecipare potete contattarmi su skype (mauro.fuca) o scrivere un commento anonimo al blog (scrivete in ogni caso la vostra email) così vi faccio diventare autori del blog e potrete darmi una mano.
Salutamu!
UGRECU

mercoledì 22 ottobre 2008

JIM RATI

Un ragazzo entra nell'ascensore e vi trova dentro un Africano dalla stazza imponente. Le porte si chiudono e i due si trovano fianco a fianco.


Il gigante nero lo osserva dall'alto in basso e gli rivolge la parola con accento straniero: 'Due metri, 120 chili, p****** di 40 centimetri, p**** da un chilo ciascuna, Jim Rati'.


Il ragazzo fa una smorfia e sembra sul punto di svenire.


Allora il gigante nero lo afferra per la camicia e lo tira su come un fuscello. 'Qualcosa non va?', chiede l'uomo gigantesco. 'Scusi, puo' ripetere quello che ha detto?', chiede l'altro con un filo di voce.


'Due metri, 120 chili, p****** di 40 centimetri, p**** da un chilo ciascuna e il mio nome e' Jim Rati'. Il ragazzo emette un sospiro di sollievo:


'Uffh, meno male... Avevo capito 'Girati'!

Il ritorno di Effe i pirata

Cara Hannalee a me piace giocare con Arcade a colpi di rime, e a te?

E navigò a lungo contro il tempo
solcando i mari di tutti i continenti
non perse la speranza un sol momento
affidando la sua nave al Dio dei venti.
E affrontò pericoli e tempeste
scordando cosa fosse la paura
di Effe ormai si narrano le gesta,
del pirata con quella voglia scura.
Non ha con se ne ori ne diamanti,
ne quella perla foriera d’avventure,
porta con se ancora i pochi istanti,
del bacio che sfiorò le labbra scure.
L’ha guidato una stella alla tua meta,
a l’approdo alla tua isola incantata,
ti troverà vestita con fiori e seta,
e t’amerà come nessuno ti ha mai amata.

Dedicato a Favazzina

Buongiorno! Non so com'è oggi il tempo a Favazzina, ma il 22 ottobre del 1994, quattordici anni fa, ero andato a Favazzina per l'anniversario del cinquantesimo anno di matrimonio dei miei genitori. Una giornata bellissima, un mare stupendo e ricordo la madre di Boa, da buona tedesa, dopo aver messo il termometro in acqua e misurato la temperatura, farsi tranquillamente il bagno, tra la mia invidia che non avevo pensato di portarmi il costume.
A ricordo di quella giornata e alla nostra Favazzina.E ditemi se queste foto non vi emozionano















ZORRO CONTRO TUTTI.......

Ragazzi voglio raccontarvi un’altra storia ,tanti di voi credono che l’idealizzazione di un mito può appartenere solo all’uomo, non voglio stupirvi con effetti speciali ma con un racconto di un piccolo animale ..si un piccolo cane.. ma bastardo, cosi bastardo che ancora lo ricordo con molta "rabbia"….
Sé dico ZORRO cosa vi ritorna in mente.????
Forse una corsa a gambe levate ………????
Vi spiego per chi ha avuto la fortuna di non incrociarlo mai per le strade del paese…..
Era un bastardo di razza e di fatto, di colore nero e taglia medio piccola….non aveva segni particolari a parte qualche bruciatina di sigaretta che N….E Lab…a gli aveva lasciato come ricordo di qualche momento di piacevole divertimento….
Premetto che io sono animalista hai limiti del possibile…ma con sto merda di cane c’era poco da esserlo……
Lui alloggiava nel rione villa sotto padrone che evito di siglare...
bene cosa aveva di cosi particolare QUESTO "ZORRO" VI CHIEDERETE???
Era un fenomeno, riusciva con i suoi 30 centimetri di altezza e le costole in vista
a terrorizzare tutti coloro che lo incrociavano per la strade ......
avvogghia chi nci ricivi …passa dda via…usss…pssss……chi non ci ndi futtiva nenti.
Era piu’ forte di lui , ti doveva gironzolare intorno saltellando velocemente per poi alla fine coglierti in agguato CON UN morso.........
“non pi nnenti u chiamaru Zorru, u sapivunu chi rassava u signu”
e tanto per dirne una…………..
Appena noi bambini uscivamo dal cancello della scuola elementare del paese ...
Si iniziava col rito di ZORRO o meglio, sto gran bastardo tassativamente aveva l’orologio, sentiva le chiacchiere di noi bambini e si sparava una gran corsa verso di noi appoggiato dal padrone che lo seguiva casualmente ogni giorni allo stesso cazzo d’orario.....
(un minutu prima no eh! )
come se niente fosse seduto in macchina tranquillo, mentre noi bambini iniziavamo a correre(vedi i cento metri alle olimpiadi)
le gambe ci arrivavano alla testa era un susseguirsi di spinte ,urla del tipo:
Voghiu amme mammaaaaaaaa, Aiutu ndi mangiauuuuuuuuuu
e qualcuno arrivava anche al pianto isterico……Non c’era via di scampo, la strada non dava modo di trovare soluzioni o appigli e finiva sempre che beccava qualcuno mordendolo,
il problema non era tanto il morso ma l’ansia e in terrore che ti incuoteva ….
una volta mentre scappavo ho fatto appena in tempo ad entrare nell’asilo avevo due possibilita’ e pochi secondi per pensare o essere morsa da Zorro, o suonare alla porta di suor Angela e rivivere un incontro ravvicinato del terzo tipo……….
VI RICU SULU
………… chi mi muzzicau u cani e i sciuppaia puru i SUOR ANGELA pirchi mi sintiu grirari e si schiantau….
(IEU NO PERO!)
Questo incubo e’ durato per anni ,diciamo che ZORRO PERO'non era molto piu’ fortunato di noi,forse qualche buon motivo per comportarsi cosi ce l’aveva anche lui ,
mi ricordo un episodio ad esempio di quando si era fatto male all’occhi e perdeva sangue e il suo padrone a ferita aperta gli sparo nell’occhi una bottiglia di alcool etilico
u pruvau u piaciri!!!
mancava mi nci dduma naccendinu!
Per non dire che tra i morsi dati e i calci presi aiva ristatu puru senza renti…
Infatti in quel periodo per tanti era la resa dei conti insomma ndi sciuppau puru iddu, non mi ricordo come e’ morto ma di sicuro nessuno si e’ dispiaciuto per la sua fine…Ristau nta storia come il cane piu’ bastardo che sia mai esistito nel paese di Favazzina……………
DEDICATO A TUTTI I BASTARDI DENTRO

martedì 21 ottobre 2008

Nino

Questo è il ricordo di un amico sconosciuto ai più in questo blog ma che i più vecchi di noi ricordano con affetto e rimpianto.
Il soggetto è nel titolo e la storia comincia dentro alla fabbrica di plastica dove lavorava, unico operaio addetto alla produzione di tapparelle per porte e finestre. Gli rendevamo visita nei pomeriggi estivi rinunciando alla spiaggia e al mare. Seduti sui sacchi delle pastiglie che costituivano la materia prima lo vedevamo agire affascinati dai suoi gesti precisi, sincroni con il ritmo della macchina in funzione. Apriva il sacco, ci metteva dentro le mani e le perline di plastica erano sabbia che gli sfuggiva tra le dita. Perline di ogni colore, quasi una tavolozza di pittore, perline da miscelare per ottenere il risultato finale. Sentivi il rumore scrosciante quando svuotava il sacco dentro l'imbuto, il prodotto prendeva consistenza e usciva come pasta di dentifricio; scorrendo lungo la guida si solidificava e a fine corsa, agendo contro un fermo, azionava la sega tranciatrice e la stecca era pronta, una fra le tante che bisognava assemblare. Non si fermava mai e pure la macchina non si fermava mai e non capivi chi fosse a inseguire, l'uno o l'altra.
Dentro quella musica metallica e tintinnante, saltellante come un grillo, gestiva tutte le fasi della lavorazione con la precisione di un farmacista e l'inventiva di un alchimista.
Dentro questa musica metallica e ritmica del treno per Milano il biglietto nella mano diventa una pistola erogatrice di benzina, gas e metano e circonfuso di polvere e di nebbia sfrega sulla tuta blu le mani sudate, il cappelluccio calcato sulla testa; emigrante per sopravvivere e per morire. Lo ghermisce la malattia innominata, quella che consuma come una candela, brandelli di cera cadono a pezzi attorno alla fiammella che resiste e arde, arde finché un pennacchio di fumo si perde nell'aria.
E quando l'aria si fa calda e dal mare si levano ombre tremule pare di vederlo in piedi su una barca che sfreccia. Nino Scheccia.

EFFETTI COLLATERALI

UN RICORDO

Il terrore dell'asilo
IL TERRORE DELL’ASILO…
Tra i tanti personaggi di cui si è scritto che hanno sicuramente fatto la storia di questo paese,
Vorrei raccontarvi questa volta il ricordo di una DONNA,che per tanti ma non per tutti ( per fortuna) ha segnato una fase importante nella vita di chi l’ha conosciuta, compresa la mia………
Il personaggio in questione è Suor An..la,
dire Suor potrebbe farvi immaginare al candore e alla dolcezza di una mamma,ma lei era molto di più è sono convinta che sé dovessi chiedere a chiunque di voi che l’ha vissuta a 360° gradi di descriverla in un commentoDa tutti riceverei la stessa descrizione:
un MARESCIALLO CON IL VELO
che comandava a bacchetta e mobilizzava l’unico asilo di Favazzina.
Non so quanto piangevano gli altri prima di andare all’asilo,ma di sicuro so che io iniziavo dal momento in cui aprivo gli occhi…..
La mattina era una vera e propria tragedia tutti venivamo accompagnati dai nostri genitori, ma appena si apriva quel Portone,ben poco conforto bastava a superare quel momento,d’improvviso come in un vero film dell’orrore compariva lei,
MINCHIA!!!!!!! Manco Dario Argento è mai riuscito a fare di meglio….
Ti sorrideva con un tacito movimento delle labbra che sembrava visionariaMente che sussurrassero
“Spetta mi sindi vai to mamma chi ti ggiustu ieu”
Passato il momento del sofferente distacco dai genitori, dopo che ognuno di noi ci aveva provato in tutti i modi a farsi riportare a casa sano e salvo tra lacrime e urla strazianti………….ecco sopraggiungere lei, che iniziava a rompere le palle ponendoti SEMPRE la santa domanda di rito della mattina,o meglio “ U purtasti l’ovu?”
(penso chi nta ddu periudu u colesterolu l’aiumu a 1000 ogni iornu ndi rava l’ovu’)
Dopo avergli consegnato sto benedetto uovo che lei tassativamente firmava con una matita (chimancu o ministeru u fannu stu truvagghiu),
perché doveva scrivere ad ognuno il proprio nome per riconoscere l’appartenenza del santissimo uovo,( eravamo in troppi all’asilo si putiva cunfundiri…)
Comunque in tutto questo mentre arrivava suor BR..A Chi fora Malocchiu,
Mancu idda ittava i Scorci;anche sé per noi bambini era il momento vissuto con piu’ tranquillita’,la cara suor B. ci ringava (come animali al pascolo)in tutta liberta’ nella sala dei giochi dove di li’ a poco ognuno di noi iniziava a trasformarsi in un guerriero NINJA,
iniziando a lanciare di tutto”o corpa” ,ma come sé niente fosse lei si dileguava sotto comando di suor A. per tornare all’ora di pranzo………..
Il pranzo era un momento molto critico,devo dire che IL Gambero rosso a confronto gli faceva un baffo alla Novel cucine di suor AN...A,lei aveva l’abilita’ di cucinare un giorno si e l’altro pure insomma sempre e solo Pasta e Lenticchie,
che noi tutti bambini ovviamente adoravamo e iniziava "la corsa allo schiaffo",chi non mangiava sciuppava di tutto..oltre il fatto che passava lei ad ingozzarti,…e si ricominciava con pianti e urla fino ad arrivare al
Dopo pranzo un altro momento critico, l’ora del pisolino,che consisteva nel piegarsi in due sul banchetto poggiare la testa tra le braccia incrociate e secondo lei dormire per un’ora di fila,e chi ha mai dormito?!
,io quel momento lo saltavo perche’ mia mamma ritornava a perndermi dovevo vedermi “I puffi” in tv a quell’ora,che culo!!!!!!!
IL rientro a casa era per tutti la fine di un incubo………..Può sembrare esagerato questo racconto…………ma per chi l’ha conosciuta sa realmente che suor ANG..A era cosi,
severa rigida e diciamola tutta anche molto cattiva ,
pero' voglio dirvi una cosa che l’anno scorso passando per caso da una strada di SCILLA ho letto il suo manifesto,è morta sé non ricordo male a 99 anni e sé devo dire la verità una lacrimanei confronti di quella donna l’ho versata…Con il massimo rispetto al suo lavoro,un po’ meno ai suoi metodi,anche sé credo chealla fine non ci abbiano fatto poi cosi male…Mando un bacio lassù è Sono convinta che adesso ha sicuramente imparato
A SORRIDERE UN PO’ DI PIU’…
GRAZIE SUOR ANGELA

Presentazione di Romanaccia

A bellezza ru blog!
Salve a tutti, mi iscrivo come romanaccia perchè è così che molti mi hanno sempre chiamato a Favazzina, nonostante non sia propriamente di Roma (ma 'nta testa non vi trasiu mai). Sono C. sto di casa al n.1 di via Aspromonte – in pieno centro- tra la chiesa e il mulino (ex locale/bisca/magazzino di P. cicala), insomma 'nta casa cantunera- malanova mi veni al pittore che la pittò.
É bellissimo leggere i vostri post sul passato più o meno recente di F.
Per scrivere una bella poesia al mio compare M. che ci tiene tanto aspetto di saper padroneggiare un po' meglio l'ostico molto ostico favazzinoto scritto. Intanto saluto tutti con affetto.

dedicato a Lei...


...è dedicata ad una persona speciale.....

Vecchie foto "dedicate"

1- Altri due patrimoni da mettere nel forziere! Sulla sinistra si intravede Arcade!
2- Ecco con chi Arcade voleva prendere il caffè! Anch'io ci avevo provato ma non ci sono riuscito.
3- La spiaggia com'era, dove adesso c'è il primo lido.
4- Uno scorcio del Corsaro nero.
5- Il Corsaro Nero in tutta la sua magnificenza (si può leggere il nome)
Con quella in primo piano ho bevuto qualche caffè, ma avrei preferito fare un pranzo completo!