Benvenuti a Favazzinablog

Finalmente, dopo anni che ho in mente di farlo, ho deciso di aprire questo piccolo blog su Favazzina. L'obiettivo è quello di creare una comunità virtuale delle varie persone che negli anni hanno preso parte alla vita della nostra mitica Favazzina in modo che, almeno attraverso internet, possano sentirsi e non perdere i contatti, ma anche quello di scrivere e non dimenticare le varie storie che per tante estati ci hanno fatto morire dalle risate.
Se vi va di partecipare potete contattarmi su skype (mauro.fuca) o scrivere un commento anonimo al blog (scrivete in ogni caso la vostra email) così vi faccio diventare autori del blog e potrete darmi una mano.
Salutamu!
UGRECU

sabato 17 novembre 2007

Pelè e la scimmia


Come tutti ben sappiamo Pelè è un grande inventore di storie, unico nel suo genere! Volevo qui raccontare una storia molto vecchia che riguarda la mia infanzia e le mie prime amicizie a Favazzina! Quando abitavo "supra o ponti", all'età di 12-13 anni, venivo giù in paese sempre in bici e, puntualmente, incontravo Pelè per le strade che mi chiedeva di fare un giro! Poi iniziava a raccontarmi sempre delle storie incredibili! Pelè era così, un vulcano di fantasia in un paese dove non c'era niente! Una delle prime storie che Pelè mi raccontò ( alla quale, devo ammetterlo, credetti per un pò di giorni) e che segnarono la mia amicizia con lui fu quella della scimmia! devo precisare però che non lo conoscevo bene, tanto meno conoscevo la sua "inventiva"..!
Pelè, dunque, mi raccontò con incredibile naturalezza di essere stato in Africa per un periodo e di essere ritornato da lì con una scimmia! La povera creatura l'aveva nascosta nella valigia per il viaggio e adesso la teneva a casa: "non ci criri? poi ta fazzu viriri, caiella!"





Peleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeé.. Faccipput.........................!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

.....................Sei un mito!









Come cazzu si scrivi 'ntu blog?

Questo post è dedicato a tutti i nuovi che hanno problemi a postare su Favazzinablog!

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PS: per le etichette (mettetela sempre) non ne facciamo cinquantamila diverse, ci sono diverse sezioni che contengono un solo post! Se possibile cerchiamo di fare rientrare il post in un'etichetta disponibile... Quando avrò tempo farò il lavoretto di ricollocare i post in 6-7 etichette significative!
salutamu

giovedì 15 novembre 2007

la domanda sorge spontanea:






Ma.. muriu stu blog??







domenica 11 novembre 2007

Favazzina



Lieve vola, su di qualche amicizia,
il tuo paesaggio, che di viver mi vizia;
la tua solitudine, non che la mia libertà,
mi toglie dal dolore di questa maledetta città;
amami, non privandomi di farmi innamorare,
del tuo esser meridionale.
La mia forte desolazione anch'essa genuina,
mio amor di nome "Favazzina";
luce di stelle, calor del sole, profumo di mare,
aria di vita;
Grazie!!, sei una gioia infinita.



Luca Caccamo





venerdì 2 novembre 2007

U "Lido Pelè"

Nei primi anni '90, a causa di alcuni lavori di manutenzione da fare a casa, e per la preparazione del temibile Diritto Pubblico, passai circa un mese a Favazzina di inverno. La mia giornata, verso le 18, si concludeva con l'immancabile passeggiata in compagnia di Malumbra lungo le vie deserte del paese, chiacchierando di filosofia orientale e di naccheru. In una di quelle sere incontrammo il mitico Pelè che, con fare misterioso, ci parlò di una sua brillante e segretissima idea.... "non v'u pozzu riri.. non l'avi a sapiri nuddu... ma fici 'na pinsata... u prossim'annu ...". Si vedeva benissimo che aveva una voglia matta di metterci al corrente, anche perché Pelè non è mai riuscito a tenersi nulla per più di mezz'ora, ma voleva creare un po' di pathos attorno a sé... Malumbra cogliendo la palla al balzo gli disse "Vabbè, Pelè è meglio che non ci dici niente, perchè, se poi ti ritorna da qualcuno, pensi che siamo stati noi a parlare!". Tale frase fece superare a Pelè le ultime ritrosie!
Pelè: "Allora, mi mintia già d'accordu cu E* G*, u prossim'annu iaprimu nu Lidu sutt'a frunti!". Io e Malumbra gli facemmo notare che l'idea non era tutto questo granché, un lido c'era già e non c'era tutta questa richiesta, ma lui: "SENT'A MIAAAAAAAAAAA, non capiscistu nenti!!!!!!!!" E ci descrisse come aveva in mente il nuovo lido.
La Spiaggia di Favazzina doveva essere acchittata a mo' di Beverly Hills, con palme e quant'altro. Il pezzo forte dovevano essere un numero imprecisato di cameriere/bagnine (modello Pamela Anderson), poco vestite e possibilmente in topless che, una volta raccolta l'ordinazione, munite di vassoio galleggiante dovevano tuffarsi in acqua e portare il drink ai bagnanti!!!!! Pelè, in qualità di gestore, si sarebbe trovato sotto le palme a sollazzarsi in compagnia delle tipe!
Per quanto l'idea fosse completamente surreale presentammo le ovvie obiezioni: "...Ma come fai c'a spiaggia?.... e se c'è u mare mossu?.... e i bagnine?... aundi i trovi?...", ma lui non ci ascoltò, ci lascio a sganasciarci dalle risate e se ne andò a casa a sognare il "Lido Pelè" che, per la cronaca, non fu mai realizzato.

Pelè e u telefoninu

Erano i primi anni '90 e mi trovavo in piazza a fare due chiacchere con il mitico Pelè.....
Si parlava dell'avvento del cellulare come novità assoluta da avere a tutti i costi.....
Ad un tratto feci a Pelè una semplicissima domanda : " Pelè, ma se ti 'ccatti u telefoninu e poi caccarunu ti cerca na chiamata a gratiss tu che 'nci rrispundi???
Pelè ci pensò un attimo e poi mi rispose in versione dialetto di Sinopoli:
"U telefonu??? Mancu se mi 'mmazzanu.........anzi 'nci rrispundu: I voi dducentu liri mi vai 'nta na cabina?? "

M.... L..K e l'omosessualità

Una delle 1000 serate a Favazzina, parlando con M. L..K, si affrontò l'argomento sulle sue fantasie erotiche.. Fra le innumerevoli ed indicibili "animalate" del personaggio, ce ne fu una che stranamente è comune a tanti altri uomini....ossia vedere due lesbiche scambiarsi forti "effusioni"...... Questa fu la sua descrizione, più o meno: " Se viu ddu fimmini che si lliscianu e si 'ddiccanu nesciu pacciu..... capiscisti..... chidde propriamente lebbì....comu si rici.....i lebbì......... "
Io rettificai dicendogli : " M...o, vuoi dire le lesbiche? ", e lui rispose : " E ieu che dissi......Lebbì, appunto! "

L'Orlando furioso

Primi anni cinquanta, nel vecchio pastificio, quello in centro al paese,
fabbrica di tapparelle di plastica per un certo periodo, poi anche bar
del mitico P.... u C.... ed oggi rifugio per topi (vergogna).
I giovani dell'azione cattolica misero in scena, non senza una certa
difficoltà e un notevole sforzo organizzativo, la rappresentazione
dell'Orlando Furioso.
Gli attori, tutti ragazzi del paese, studenti e pure qualche contadino,
si prodigavano dando il massimo impegno e la commedia, tra epici
duelli con la spada, fra saraceni e cristiani, andava avanti senza intoppi.
La gente accorsa numerosa, il pastificio era stracolmo, sembrava
gradire moltolo svolgimento della commedia, sottolineando
l'interpretazione degli attori, con continui e scroscianti applausi.
Ad un certo punto della rappresentazione, Rinaldo doveva affrontare
Orlando in duello.
L'attore, un giovane contadino, spada in pugno si presentò sulla scena
e ad Orlando nascosto dietro a una siepe, per invitarlo al duello,
doveva dire la seguente battuta,
«Orlando perchè ti nascondi dietro la siepe, hai forse paura?»
Sarà stata l'emozione o, cosa più probabile la scarsa conoscenza
dell'italiano, ma il giovane attore esordì dicendo,
«Orlando, perchè t'ammucci arretu alla sipala, forse te la cachi?»
Potete immaginarvi il resto.


U Continu e u marocchinu

Volevo raccontarvi brevemente una storia di alcuni anni fà che ha come protagonista 'u Continu, personaggio portato alla luce sul blog dal nostro caro Galanti!
La scena si svolse 'ntà Chiazza Santacroce, nei pressi dell'allora ufficio postale.
Favazzina si era da poco colorata della presenza di nuove figure di venditori ambulanti che sempre più frequentemente visitavano il paese per vendere cuperti, inzola, tappeti, ecc..! Erano i marocchini, quelli con le Mercedes scassate! Questi personaggi, per riuscire a vendere, si erano talmente integrati con la popolazione locale tanto da sfoderare veri e propri discorsi in dialetto. Molte volte, invece, li si vedeva pregare a terra secondo la loro tradizione musulmana! Alcuni erano diventati ormai di casa e nelle loro soste in paese si intrattenevano con gli anziani per parlare del più e del meno.
Fù così che un giorno uno dei marocchini più conosciuti in paese, scontento per l'insuccesso delle vendite giornaliere, espresse ad alta voce tutto il suo sfogo con una bestemmia in dialetto, rivolta a San.. R...u! Per sua sfortuna passava da lì proprio in quell'istante P...... 'u Continu il quale, con animo turbato ed offeso per la bestemmia appena udita, si rivolse al marocchino esclamando con orgoglio di vero Cristiano:

"je - je - jestimati i Santi toi chi i nostri 'ndì jestimamu nui!"




giovedì 1 novembre 2007

Auto rozze

Anche noi, dopo anni e anni di attesta, raggiungemmo alla fine i 18 anni ed arrivammo alla tanto agognata patente che ci portò magicamente ad allargare il nostro mondo favazzinoto e addirittura a raggiungere la mitica Scilla allora considerata meta di divertimenti e di chissà quali serate!
Negli anni abbiamo cambiato diverse auto, ma a me piace ricordare quelle dell'esordio. Le mitiche auto con le quali abbiamo per la prima volta percorso le strade e i vicoli di Favazzina.

SCIBBALOCCHIUMOBIL: Forse l'auto alla quale siamo rimasti tutti più affezionati vista anche la tragica fine che fece! Scibbalocchiu aviva una mitica clio bianca bellissima, perfetta, nuova... tanto ché un giorno trovo la serratura forzata! Il nostro Scibba penso bene di premunirsi contro il tentativo di furto acquistando u Bullok (l'antifurto con le palle), ma purtroppo la notte dopo si futtiru a clio cu tuttu u bullok. La Clio era l'auto con la quale durante la notte si raggiungeva Scilla...rischiando la vita in quanto l'autista non scendeva mai sotto i 100 Km/h (su quella strada!) e rallentava solo dietro minacce di spegnere la sigaretta sui sedili!

BAMBINUMOBIL: U bambinu, che aveva preso la patente in tarda età, si presentava con una mitica OPEL Ascona e già qui il fatto è abbastanza grave, ma come se non bastasse, tale auto, era dotata di un antifurto sicurissimo: il colore marrone della carrozzeria.... nessuno avrebbe mai rubato un'auto simile! All'interno erano presenti le immancabili caramelline per gli eventuali ospiti, cuscini da divano sui sedili posteriori e, attaccata al cruscotto, l'immagine di S. Gaspare sotto la quale campeggiava la scritta "S. Gaspare proteggimi".

MAGUMOBIL: U TOPO era ed è una spettacolare Fiat 500 vecchio modello di colore grigio (appunto topo) che per tanti anni ha accompagnato Magù e so' frati nelle loro scorribande favazzinote. Molti pensano che Magù abbia inventato e tenga segreta una macchina del tempo dove conservi il Topo, comunque, fatto stà che la grigia 500, ancora nel 2007, compia strenuamente il suo dovere. I cani di Favazzina e per primo Scubidù dovevano aver fiutato qualcosa di soprannaturale nella Magumobil, tant'è che ogni volta che la vedevano passare, la rincorrevano abbaiando rumorosamente!

MALUMBRAMOBIL: Fiat Panda anch'essa di colore grigio metallizato. E' l'auto con la quale il nostro amico percorreva le strade favazzinote spesso accompagnato da u Nuccatu (u so cani). Memorabile il giorno nel quale andammo tutti a Scilla con la Malumbramobil e Scibbalocchiu fece mezz'ora di polemica perchè si schiantava du Nuccatu!

GRECOMOBIL: Lascio ad altri la descrizione

GEKOMOBIL: Non mi ricordo che macchina avesse il Geko.....