Benvenuti a Favazzinablog

Finalmente, dopo anni che ho in mente di farlo, ho deciso di aprire questo piccolo blog su Favazzina. L'obiettivo è quello di creare una comunità virtuale delle varie persone che negli anni hanno preso parte alla vita della nostra mitica Favazzina in modo che, almeno attraverso internet, possano sentirsi e non perdere i contatti, ma anche quello di scrivere e non dimenticare le varie storie che per tante estati ci hanno fatto morire dalle risate.
Se vi va di partecipare potete contattarmi su skype (mauro.fuca) o scrivere un commento anonimo al blog (scrivete in ogni caso la vostra email) così vi faccio diventare autori del blog e potrete darmi una mano.
Salutamu!
UGRECU

lunedì 9 novembre 2009

Cronache favazzinote

Dopo un doppio wiskey alla menta, di produzione locale (mago), perfidamente offertogli dal cronista, il bromo chiesastro da blu marino-viola pallido ha assunto un color verde giallognolo.
Convinto di avere la cirrosi epatica, si è sbottonato, ecco i fatti
Pare che lo squalo, detto Palumbo, il capo assoluto, colui che si mangia tutti, abbia approfittato di una sardina minorenne, tale Sardemi, dalla bellezza procace, leggermente zoccola, una Lolita dei mari (perdonami Nabukov)
L'opposizione, bastasa, ne chiede le dimissioni da capo della catena alimentare, dice che è un'indecenza, non c'è più morale, che così si diventa ricattabile da tutte i pesci femmine.
Si è mossa pure la C.E.I. (Conferenza Europea Ittica)diretta emanazione di Capo Vaticano, per la salvaguardia ed il decoro della famiglia, non importa se dovranno pagare l'ICI (Imposta Crimini Ittici, ma raggiungeranno l'accordo.
A conoscenza del fatto, la squala Palumba, si è incazzata come una biscia, quasi una murena, ha preso i palumbini ed è scappatadi casa in una villa di centosettandue stanze, con trenta sogliole cameriere, venticinque razze di scorta, e tre pruppi maggiordomi, era disperata e quasi in mezzo ad una strada o meglio scogliera.
Ha chiesto il divorzio, pretende il mantenimento di un quintale di calamari vivi al mese.
L'0pposizione oramai composta da quattro pesci bolliti, una pescespada in menopausa, due ricci senza spine, quattro triglie pronte per il cartoccio, i soliti cefali anarchici, suggerisce di andare solo con i transpesci (una specie importata dal Mar dei Ricchiones, a largo di Rio) almeno non lo saprà mai nessuno.
Lui nega, maledetto, nega tutto, nega pure l'evidenza, si contraddice, spara cazzate a tutto spiano, dice che è la solita manovra delle spatole comuniste, della lobby dei giudici calamari, delle ope straniere, delle triglie di scoglio notoriamente rosse e bianche e quindi catto-comuniste.
Il nostro giornale, la "Voce del Molo", pilastro della democrazia dei mari, quanto originale, intende porre le seguenti dieci domande:
1 - risponde al vero, squalo, che hai fatto sesso con una sardina minorenne anche se consenziente ?
2 . se si, comu cazzu facistuvu date le diverse dimensioni ?
3 - risponde al vero che le hai promesso un seggio al terzo molo ?
4 - come mai non te la sei mangiata ? era sarda salata ?
5 - l'hai conosciuto all'asilo, e le monacedde ? sono implicate anche loro ?
6 - è vero che alla tua villa di Sanperi facevi le orge anche con le bavose ?
7 - sei un pescecane o un pescemaiale ? (sicuramente non un pescesega)
8 - fai uso di stimolanti ? mangi alghe blu ?
9 - hai usato onde pubbliche, reme nazionali, per spostarti nelle tue alcove ?
10 - perchè non ti dimetti e la vai a fare in culo, squalo di merda ?

Pubbblicheremo queste domande d'interesse oceanico fino a quando non avremo ottenuto una risposta, possibilmente diretta.
Lo sappiamo, andremo incontro ad attacchi selvaggi, a gommoni bucati, materaasini squarciati, punture di tracine, carezze di meduse, abbracci di polipi, subiremo cose da fare tremare i polsi, ma a noi della Ciaponno, s.. ce la ponno

sabato 7 novembre 2009

UNA SQUADRA PER IL MISTER

Mister il pesce puzza sempre dalla testa.. io però ti propongo di cambiare e affidarti ad una squadra vincente, LA FAVAZZINABLOG:



U LONGU fa la torre in attacco
SPUSIDDA sfreccia sulla fascia
U BAMBINU in difesa (un punto fermo)
ARCADE FIRE a centrocampo così mette a fuoco la partita (se si fa male qualcuno cambia ruolo, mericu)
U GRECU non gioca altrimenti si rumpi nautra vota u brazzu, farà l'amministratore della società
MARIO BROSS è il giornalista ufficiale (rigorosamente di parte)
MALUMBRA marca ad uomo (l'ombra degli avversari)
NINO E ROBERTO FICONSGI indisponibili, sono con le veline
ALESSANDRO L.A. e POPY cuochi ufficiali
IL GECO non gioca pirchì u vittiru nta facci
GIORGIONE portierone
NEGRETTO E MBU' gli stranieri della squadra
CHINNURASTAZIONI prenota i treni per le trasferte
TEMPESTA distruggerà le difese avversarie
MARCO infortunato
U RUSSU non lo so, però si abbina benissimo col prato verde perchè complementare
U MARESCIALLO in difesa, arresta l’attacco
TARTARUGA non so chi sia ma è meglio che non gioghi
BELLOEPOSSIBILE tiroimpossibile..
MAGU' tante magie.. in panchina
SCIBBALOCCHIU non l'ho mai visto giocare al pallone, canterà l'inno della favazzinablog
GALANTI direttore morale della squadra
I GEMELLI RU PILU squalificati per atti osceni

IL MISTER, ovviamente, allenatore in campo (nel senso che ha la possibilità di entrare in campo per restituire i palloni che escono fuori)

A sostegno della squadra tutte le donne del blog, ragazze pon pon



avrò sicuramente dimenticato qualcuno, pardon

Mister, e chi voi i chiù...

Malasorti ra Favazzinesi !!!!

Caro zio arcade...
Quest'anno la " favazzina beach" non riesce a vincere una partita!!!! 4 partite un misero punto!!!!
Sfortuna infinita !!!! cu si nciunka,cu lavura e cupi atri cazzi... arriviamo alle partite con gli uomini contati. Scusa se scrivo solo ora ma eravamo in silenzio stampa!!!! Ma ormai dato l'andamento della squadra,della sorte contro... chaimu affari???? cu facimu affari u silenziu stampa???? ... ma si ndi futtimu e parramu!!!!!! tantu peggiu i cusi non poti iari !!!!
Gli sponsor non ci pagano le tv ci seguono e scrivono tutto il contrario di quello che accade nelle partite,i giornalisti ci attaccano e inventono storie e notizie di mercato false,per metterci in cattiva luce con ormai i pochi tifosi che ci seguono.... ummha!!!!!
Zio stiamo lottando contro tutto e tutti... ma non molleremo mai !!!!
Tutti i giocatori che scendono in campo ci mettono anima e cuore... i risultati prima o poi arriveranno... il gruppo è molto unito... o si perde o si vince a fine partita l'umore non cambia... si ride si scherza ecc.. ma si rriva na cazza i vittoria è megghiu!!!!!!
Cqm zio... se tu o altri avete qualke consiglio,qualche aneddoto,un portafortuna carcosa insomma!!!! fateccelo sapere... si non aviti nenti... CI BASTA SAPERE CHE C'é QUALKUNO CHE FAI IL TIFO PER NOI!!! ... farà di certo morale alla squadra...
...... Grazie il MISTER.

venerdì 6 novembre 2009

Crociera sul Nilo




Ciaponno generosa ma oculata aveva reperito un last minute tanto last che salirono a bordo solo alla seconda tappa della crociera sul Nilo. Il battello Karnak vetusto e fascinoso navigava a fumo nero tra il blu e l'azzurro come da pellicola eastmancolor. La cabina numero 32 sarebbe stata adatta per due, poteva andare anche per tre ma la presenza di un quarto occupante, beduino dal sentore di cammello e montone bugghiutu, scatenò la protesta.
-Quandu tornu mi dimettu e mi ndi vaiu cu Mondadori- disse Le Long
-Quandu tornu mi mbivu na cascia i whisky sana sana- disse Spusey
-Quandu tornu?- disse lo smilzo
* ض ي ظ ق ڤ ڽ ښ-

-Vabbò iamu e mangiamu, camina puru tu Alì- disse Le Long.
Seduti al tavolo, mangiavano di mala voglia e pure il vitto diede adito a rimostranze: Le Long si chiedeva che stessero mangiando, carne, pesce, cosa.
-Quandu tornu...
-Capiscimmu Longu; sicundu mia non è mali, faci sciauru comu na saramita rustuta- replicò conciliante Spusey.
Percepirono una certa concitazione attorno a un tavolo vicino, due uomini in uniforme da marinaio confabulavano con un ometto dalla testa tonda, capelli e baffetti neri.
-Cazzu, Spusey: chiddu è Poirot!
-Chi vai ricendu, smilzu. Poirot non è un essere vivente.
-Poirot è immortale, cuginu. Iamu chi ti faci n'autografu- disse Le Long.
- Iati vui.Ti dicevo caro Alì chi mi piaci sta cutuletta, avi u stessu sciauru i quandu rustiva lucertuli abbandasciumara-
- س ى ټ ق چ ڤ **

Non sapevano come dirglielo, Spusey diventava permaloso a volte, dunque lo dico io per tutti: si trattava di un caso grave e misterioso quanto può esserlo la scomparsa del coccodrillo sacro dalla piscina collocata a poppa del battello. Poirot aveva acconsentito a indagare. Ora sarebbe andato a fare i fumenti in cabina a causa di una fastidiosa sinusite, successivamente si sarebbe messo all'opera.
-Ci pensi cuginu, cabina numero 31, i latu a nui-
-Me ne fotto Le Long, di te, di Poirot e del coccodrillo. Camina Alì, facimundi na passiata supra o ponti.-
Due giorni dopo, Poirot aveva completato le indagini ma pareva non aver fretta a comunicare il risultato.
-Sicundu mia non capiscìu un cazzu- disse Spusey
-Capiscisti tu, non è veru cuginu?
-Può essere, Le Long, può essere. Bona sta purpetta, u stessu sciauru i na serpi friuta. Non è veru Alì?
- ێ ڤ ښ ڠ ڭ ***

31 e 32 sono vicini quel tanto che Spusey potè dire:
-Che combinazione, voi siete il signor Poirot, il grande Poirot.
-Oui monsieur, voi chi siete?
-Oserei dire un collega, monsieur. In verità mi diletto soltanto, a tempo perso.
-Ma bene! continuate! J' admire les amateurs.
-Del coccodrillo sacro, signor Poirot? siete a buon punto, credo.
-Bien sur, monsieur. Je connais la fin.
-Je n'en connais pas la fin, Edith Piaf, mi meraviglio dell'abbaglio monsieur: un francese come voi?
-Abbaglio de mes couillons! Io sono belga, belgaaa, hai capito? Sot!
S'incazzau, istericu comu na zitella encore vierge, pirchì non capisci nenti chista è a verità -Spusey riferiva agli amici- pensare che è tutto così facile ah ma di queste cose bisogna masticarne e Poirot non ne mastica.
- ى ظ ع ق ش ****

Il comandante del battello ascoltava, tutti ascoltavano Poirot che finalmente svelava l'arcano:
-Io, Hercule Poirot, vi dico mes amis che il coccodrillo sacro è nel fiume vivo e vegeto. Una mano, più mani pie l'hanno sottratto dal sacrilego amusement pour épater la bourgeoisie. Noi non conosceremo mai gli autori del gesto ma sappiamo perchè questo è stato compiuto. Ridare sacralità al coccodrillo restituendolo al grande padre Nilo. Dans la piscine il était comme une grenouille. Messieurs, un coccodrillo sacro del Nilo non è una rana. Comprendo les exécutants e forse li ammiro, même. J'ai fini.
-A finisti? era ura.- Spusey entrò nella sala tenendosi di braccetto con uno vestito di bianco che portava un cappellaccio bianch'esso in testa -era ura mi fa parrari a mia belgicu francisi o i undi cazzu si', non hai capito niente. Parla Ahmed.
-E' stato lui, mi disse che le spese alimentari erano esagerate, mi disse che poteva passare per pescespada, mi disse che se lo cucinavo bene manco un favazzinotu se ne sarebbe accorto, mi disse macellalo e congelalo. Io ho obbedito ma il colpevole è lui.-
Il comandante del Karnak tentò di scappare ma uno sgambetto di Le Long lo atterrò e lo Smilzo lo afferrò alla gola urlandogli : -Confessa, confessaaa, confessaaa-
-Ou, oh oh calma, Smilzo. Mollulu chi non respira- disse Spusey
Fu un trionfo di folla adorante. Spusey spiegò che non basta essere favazzinoti per risolvere casi come questo ma, testuale, :-Favazzinoti ce ne sono tanti, Spusey è unico.
- ش ي چ ش ك ج ذ *****

(*) Allah è grande, ma vui non siti nenti.
(**) Allah è grande, ma tu si' mbriacu.
(***) Allah è grande, ma a tia non ti sarba mancu Caracciulu.
(****) Allah è grande, ma tu non t'allargari.
(*****) Allah è grande, ma puru iddu ta poti

GRECO HELP ME!!!!!

Per U GRECU:

Hey Grecu, sono Alessandro L.A.
Ho bisogno del tuo aiuto, sto creando un blog su ufo, fantasmi, misteri....... ho gia' combinato un bordello del tipo "Ho creato 2 blog identici. poi li ho persi, non riconoscevo piu' quello giusto da quello sbagliato... infine ho cancellato uno dei due e sono andato avanti fino a che...", ritorno qui "a Favazzinablog" e vedo una cosa bellissima... "I SCALUNI RE CRESIA".... Come posso fare a creare una bella cosa del genere??? Io ho aggiunto Messenger, credi che sia lo stesso??? Poi il casino.... Come faccio a impostare chi e come puo' accedervi?????
Per favore dagli un'occhiata... Poi hai la mia E-mail, giusto??? Se e quando hai un attimino di tempo, mi manderesti una E-mail con le istruzioni che ti ho chiesto????
PLEASE PLEASE PLEASE PLEASE PLEASE
ufodemonsmysteries.blogspot.com

giovedì 5 novembre 2009

Scandali favazzinoti

Da confidenze fattami da un bromo chiesastro, pare che la ricciola, grandissima zoccola, abbia una relazione con un mutulu pinna gialla.
La ricciola, offesa dalle basse insinuazioni, ha ritirato dall'asilo i suoi novantasette figli, creando seri problemi occupazionali alle monacelle che lo gestiscono, pare che sia intervenuto il sindacato, il CPF (Confedarazione Pesci Favazzinoti) per convincere l'adultera a riportare i figli all'asilo.
La ricciola si proclama fedele e onorata, ma sta di fatto che metà dei figli hanno la pinna gialla, mai esistita tra le ricciole, e da Sanperi a Cunduleu, nel mare e fuori, non si parla d'altro.
Uno scandalo
Un gruppo di ciaule, che ha fondato una Compagnia di Canto Popolare, ogni volta che incontrano la ricciola le cantano la "Tamburiata Gialla" in napoletano stretto:
"..puoi chiamarli Ciccie o 'Ntuone, puoi chiamarli Peppe o Lilla, chilli i fatte è gialla, gialla...."
La ricciola inviperita risponde :- Hannu ragiuni, vui siti boni sulu cu citu e ca menta -
E' intervenuto un famoso settimanale di gossips locale, "lo Sputtanamento della Sena", intervistando la fatalona:
:- Signora ricciola è vero che siete una puttanona ? - chiese, senza mezzi termini la sarpa giornalista
:- Come si permette, io sono felicemente sposata...
:- A proposito, dov'è quel gran cornuto del ricciolo ?
:- Ignorante e maleducata, comunque mio marito è in sardegna a caccia di cefali perchè odia la bottarga, senti sarpa sei troppo stronza, quasi quasi ti mangio, anzi senza quasi -
Fine dell'intervista
Lo Sputtanamento della Sena ancora protesta con tutti gli organi di controllo, dichiara che non c'è libertà di stampa, dice che i giornalisti sono le sentinelle della democrazia, adesso vogliono organizzare uno sciopero.
In realtà quella sarpa giornalista era veramente maleducata, non aveva tatto, poi sapeva di fango.Comunque per fortuna della ricciola, presto non si parlerà più di lei, un altro scandalo molto più grande arriva dai fondali.
Pare che un vecchio squalo, detto Palumbo, abbia sedotto una sardina minorenne.
Il bromo si tiene abbottonato ma prima o poi mi racconterà tutto.
Sarò pronto a riferire.



dall'inviato de "La voce del molo" ed.Ciaponnu

martedì 3 novembre 2009

U martorus

Suonavano le due campane al crepuscolo, tre tocchi con la grande, tre tocchi con la piccola, non si poteva sbagliare, era u martoru, le campane a morto, qualcuno del paese aveva raggiunto gli antenati, lasciando quella valle di lacrime che era la vita.
Non sono mai stato d'accordo sulla valle di lacrime, poteva essere che uno la sua vita l'avesse vissuta bene nella sua semplicità, nella bellezza del mare, delle colline, da sciumara, delle bianche spiagge allora immense, dei verdi vigneti carichi d'uva, dai limoni, un tresette con gli amici, fare l'amore al fresco ri vineddi.
Ma quale valle ? Se mai un'angolino, na cantunera, nu bizzolu di lacrime.
Appena le campane avevavo finito di suonare il loro drammatico messaggio, si aprivano le discussioni popolari su chi potesse essere il morto.
:- Oh mamma, cu muriu ?
:- Sicundu mia cumpari Roccu sa stutau, troppu iancu u vitti
:- ma chi dici ? U vitti a vigna chi zappuliava i favi, piuttosto cumpari Nicola, mi pariva nu pocu sbandatu -
:- Ma stativi zitti chi non sapiti i cosi, muriu cummari Ciccina, aieri sira c'era u previti...
:- Ma stai zittu tu, iaddu spinnatu, muriu cumpari Natu, chiddu chi rumpiva lu mattunatu -
Diverse volte, nonostante l'evento luttuoso, si rischiò la sciarra
I sospetti, naturalmente, cadevano sui vecchi e sugli ammalati, che a conoscenza del fatto, toccavano ferro o i loro attributi che lo erano stato
Molto spesso invece si trattava di gente che era morta lontano, in esilio, una sorta di contumacia, nelle lontane Americhe, in Australia, e allora i parenti più stretti rimasti al paese, tenevano una specie di lutto improvvisato, anche perchè non è che fossero molto informati
:- Muriu ?
:- Muriu
:- E comu fu ?
:- A mala sorti, oggi a lui dumani a vui -
C'era gente che aveva la patta dei pantaloni consumata a furia di toccarsi le palle
Dopo le esequie, si teneva il lutto, che poteva essere stretto, meno stretto, alla cazzo di cane, dipendeva dall'entità del dolore o da quello che si voleva dimostrare
Il lutto stretto costringeva i congiunti alla prigionia volontaria per diversi giorni, e allora si doveva fare "u visitu", ossia andarli a trovare per sorreggerli nel dolore.
Il visito si svolgeva in una stanza spogliata dai mobili per l'occasione (certo non erano dei Luigi XVI) per fare largo agli ospiti, con le sedie appoggiate alle pareti, si entrava e dopo aver baciato per l'ennesima volta i congiunti (solo la parte maschiele era presente)si esaltavano i pregi del defunto, dimenticando completamente i difetti, che ha volte potevano essere tanti.
Poi si parlava di caccia, del prezzo dei limoni, della stagione, del mare che avanzava, e dei ceddi i passu che quell'anno passavano volando troppo in alto (e menu mali)
Il lutto meno stretto si limitava al saluto al cimitero, dopo una fila drammaticamente lunga, si dicevano sempre le stesse frasi di circostanza:
- Fatevi coraggio - Simu nenti - U maru - S'indi vannu sempri i megghiu -
Quella che mi faceva impazzire era : Non ci posso credere -
Ma comu non ci posso credere ? Cchiù sicuru ra morti
Il lutto detto a cazzo di cane, come dice in parte la parola stessa, era dovuto al fatto che partecipavano quattro cani, perchè l'estinto non aveva congiunti, solo parenti alla lontana che sbrigavano velocemente la pratica, più per evitare critiche dalle comari del paese, che per l'effettivo sentimento dell'abbandono.
Scusate se vi sono sembrato un pò cinico, tutti quanti abbiamo i nostri morti, ma così vedevo le cose da ragazzo, e come dice il poeta "non volli tradire il bambino per l'uomo"

Il Mago Delle Granite.

Effettivamente dopo 4 mesi di appartenenza al blog, non ho ancora letto alcunche' sul personaggio mitologico, favazzinoto per antonomasia: "Il Mago Delle Granite"...
Oh, dopo 12 anni (che non lo vedevo), non e' cambiato affatti, proprio come una volta:

1) Canotta bianca, pezzata con macchie varie;
2) Calzoni corti beige;
3) Zoccoli in legno con banda bianca;
4) Piedi stile licantropo (non sto a descrivere...).

Una cosa che ho notato e' che la sua pomposita', megalomania e potere magico (non per niente e' "Il" Mago) si sono un po' affievolite nel tempo a differenza delle granite (fonte di guadagno e fama) che sono straordinarie, probabilmente le scorie radioattive che l'autovettura prontamente parcheggiata all'interno del locale alla chiusura emana, hanno creato questa dipendenza alle sue creazioni che le rende irresistibili, senza dimenticare la famosa pizza (all'inconfondibile sapore di cartone!)...
Ricordo quando aveva fatto fare la scritta enorme "Il Mago Delle Granite"... Ma quanto lo abbiamo preso per il culo?!?
Ogni sera c'era l'appostamento dei soliti (me compreso) che all'unisono gridavano: "Il Maagooooooo!!!" e scappavamo via!
Una volta passo di li' e lo sento parlare con il padre di Alessandra G. e Pietro G. e gli chiede: "Senti, per cortesia, quando la sera i figghioli urlano "il mago", non e' che li rincorri e ne prendi qualcuno, visto che io sono vecchio e non cela faccio a stargli dietro?".
Probabilmente la risposta e' stata: "Chisti sunnu cazza toi!", poiche' non siamo mai stati rincorsi da nessuno... MAI!

E' MORTA NATUZZA EVOLO

"E' cosa certa quel che vi dico

tutto ciò che chiedete nella preghiera

abbiate certezza che è già vostro

perché così dovrà avvenire

per volere della Madonna"




San Francesco di Paola








lunedì 2 novembre 2009

Il giorno dei morti

Il giorno dei morti, nonostante fosse un giorno mesto e malinconico, per noi ragazzi era invece un giorno di festa.
Già dal mattino, mentre le nostre madri si preparavano per andare al cimitero, noi, nell’attesa di aiutarle a portare fiori e candele, fremevamo impazienti.
Quel giorno tutte le donne del paese si recavano al cimitero e, come era consuetudine allora, ci passavano tutta la giornata, animandolo intensamente, facendolo almeno in quell’occasione, mi si passi il termine, quasi vivere.
Seduti davanti alle tombe su delle sedie che si portavano da casa, facevano a gara a chi piangeva meglio i morti, ricordando minuziosamente, tra un singulto e l’altro, tutto quello che di buono, in vita, i loro cari avevano fatto.
Dopo la messa in suffragio dei morti, che il prete celebrava nella piccola cappella, e la benedizione delle tombe, noi ragazzi ci sparpagliavamo per il cimitero a raccogliere la cera sciolta delle candele. Talvolta vi era qualche donna che si rifiutava di farcela prendere, ma noi non demordevamo e attendevamo il momento propizio per fregargliela .
Quando ne avevamo a sufficienza tornavamo in paese e, al riparo in un vicolo o in un angolo di strada, dopo aver acceso il fuoco, la scioglievamo dentro una latta. La versavamo poi dentro delle canne che avevamo opportunamente tagliato in precedenza e nelle quali mettevamo un pezzo di corda per fare da stoppino. Appena la cera si raffreddava tagliavamo le canne e ottenevamo delle rudimentali candele. Era più che altro un gioco, un modo per divertirci e passare il tempo, poiché quelle candele non le usava mai nessuno e finiva, dopo tutto quel lavoro, che le gettavamo tra i rifiuti. Ma l’anno dopo, il giorno dei morti, eravamo ancora là a rubare cera sciolta e a fabbricare candele.
Nel pomeriggio, solitamente, facevamo solo una fugace apparizione al cimitero e andavamo via quasi subito per recarci negli orti lì vicino a rubare le prime arance che già, dai primi di novembre, cominciavano ad ingiallire. Poi, spiaggia, spiaggia ritornavamo in paese e finivamo immancabilmente al campo a giocare a soldi con le ciappe oppure o ligneddu, fino a quando il sole tramontava e veloce calava la sera mettendo la parola fine ad una giornata che, sebbene ricordasse lutti e tristezza, noi ragazzi, nella nostra spensieratezza, avevamo vissuto allegramente.