Benvenuti a Favazzinablog

Finalmente, dopo anni che ho in mente di farlo, ho deciso di aprire questo piccolo blog su Favazzina. L'obiettivo è quello di creare una comunità virtuale delle varie persone che negli anni hanno preso parte alla vita della nostra mitica Favazzina in modo che, almeno attraverso internet, possano sentirsi e non perdere i contatti, ma anche quello di scrivere e non dimenticare le varie storie che per tante estati ci hanno fatto morire dalle risate.
Se vi va di partecipare potete contattarmi su skype (mauro.fuca) o scrivere un commento anonimo al blog (scrivete in ogni caso la vostra email) così vi faccio diventare autori del blog e potrete darmi una mano.
Salutamu!
UGRECU

sabato 7 febbraio 2009

ORIGINI FAVAZZINOTE

Mimmo, il tuo appunto sulle origini Favazzinote mi ha fatto riflettere. Ieu allura chi sugnu?... Posso considerarmi come uno dei tanti immigrati a Favazzina?!!!!! Non lo so, so solo che sono nato in Sicila, traslocato in Calabria dalla Sicila per ben due volte e alla giovane e sottolineo giovane età di 22 anni sono emigrato in quel di Brescia dove oggi mi trovo. Ho passato più anni a Brescia che nel resto del paese che considero mio. A noi emigrati non mancano le radici. Le radici, noi le avevamo sulu chi nuddhu i continuari a mbivirari. Molti emigrati di Favazzina non ficiru en tempu mi partunu, chi già parravunu in milanese, ed altri specie di lingue che io chiamo oriunde. Per me un modo per curare e mbivirari i radici è conservare le proprie inflessioni meridionali, non posso dire solo Favazzinote perché le mie sono anche e molto di Tonnarella ( famosa località, conosciuta credo da molti, vicino a Portorosa, ME). Oggi mi sento a casa quando ritorno a Favazzina, quando vado a Tonnarella, quando sono nella mia casa di Rovato. Mi sento un uomo fortunato. Al contrario mi sento fra la mia gente solo quando posso parlare nella mia lingua : IL DIALETTO, quando gli altri capiscono alcune battute che sono Favazzinote ,quando posso condividere con amici, conoscenti, paesani, momenti della mia gioventù che mi permettono di fare gruppo. In poche parole, la teoria del Maslow ,secondo la quale ogni uomo ha bisogno d’identificarsi in un gruppo dove si sente stimato e riconosciuto per quello che è, quanto mai validissima in questo Blog, dove molti cercano radici comuni. Sono pochi a Favazzina quelli che hanno origini Favazzinote, vengono tutti chi da destra e chi da manca, forse tu sei uno dei pochi sopravvissuti! Sicuro di non avere origini bagnarote? Guarda che questa è solo una provocazione infondata, fatta da me perché a Bagnara ci sono molti Cacciola..ciao

venerdì 6 febbraio 2009

Favazzina.... la verità?????

Cari amici del blog ,la domanda sul nome di favazzina a suscitato tanto clamore, e ne sono contento, ha anche movimentato un po il blog.... :) .
Tante persone dopo le "soffiate" di galante e mariuzza mi hanno preceduto,anticipato in biblioteca andandoci ieri,persone anziane (arcade tu non sai nenti veru? ;) ),ragazze ed altri...
io ci sono andato oggi ma come loro ho trovato poco!...ma non mi sono arreso ,è sono andato dove ancora chi mi aveva preceduto ieri non lo ha fatto all' ARCHIVIO STATALE. ..eeeee ma anche la non ci sono stati risultati certi,concreti !!!!
Cmq le conclusioni sono che "Favazzina" come tanti paesi,città ecc esistono fin dall'antichità,e per quanto da secoli a secoli ognuno dice la sua sull'origine del nome,e seccome nessun storico di rilievo ha mai scritto niente di approfondito di favazzina, le cose piu concrete E SCRITTE sono 2 !!!!

-Tramite le ricerche fatte con i suggerimenti di mariuzza e galante è uscito fuori che aveva ragione cchiddu ra stazione (u scrivia in favazzinotu), quindi FAVAZZINA viene definita LA MANGIA FORESTIERI . Sul piano storicho viene definita come CHORIO DI SCILLA,e UN GRUPPO A Sé DISTINTO DAGLI ANTOCTONI.

-Le altre ricerche fatte all'ARCHIVIO DI STATO con consultazione di piu libri ,fanno riferimento al TORRENTE FAVAZZINA.

Ho tutte le fotocopie per provare quanto detto!

Forse nessuno ci sapra mai dire chi è stato "materialmente" a dargli il nome favazzina,... ecco perchè...
Non mi rimane che dire FAVAZZINA è RIMARRA SEMPRE LA MIA TERRA!!!! o mangia stranieri , o i favi o u torrenti non cambia!!!
Penso che alla fine Favazzina sia quello che ognuno di noi voglia che sia... PER ME é TUTTO!!!!
nato, cresciuto,pasciuto,la mia gioventu,adolescenza,...tutto! FIERO DI FAVAZZINA E FIERO DI ESSERE FAVAZZINOTO.

U piscistoccu chinu i pipi

Compari Ntoni aiva mbivirari l’ortu nta nChiusa. U turnu i l’acqua l’aviva versu i setti i sira, e prima mi nesci ra casa sa ddumurau mpocuceddu, mi nci runa u tempu a cumpari Ninu mi finisci. Quandu nci parsi a iddu pigghiau i stivali e u zappuni e si ndi iau a l’ortu. Mentri stava niscendu so mugghieri nci spiau a chi ura nc’iva a purtari a spisa e iddu, sapendu ca sirata era longa, nci rissi mi ncia porta versu l’ottu e menza.
Puntuali, quandu furunu l’ottu e menza so mugghieri ruau.
«Ntoni ti purtaia a spisa!».
«Mpoiala vicinu a scalinata, supra a l’armacia. Chi mi facisti?»
«Piscistoccu chi patati! E’ ancora caddu!».
«Tagghiu na para i prisi e poi mangiu!Nciu mintisti nu pocu i pipi (peperoncino)?».
«Si nciu mintia u sacciu chi ti piaci! Ora però mi ndi vaiu, i figghioli a casa sunnu suli!».
«Va bonu, ndi virimu chiù tardi!».
Cumpari Ntoni mentri mbivirava cuntinuava a pinsari o piscistoccu e non viriva l’ura mu su mangia, era quasi du uri chi tagghiava prisi e aviva na fami ra Maronna.
Tagghiau l’urtima prisa ra lenza e si sittau, iapriu a spisa e si mintiu mi mangia. Intra a spisa nc’era puru nu pezzu i pani i ranu e su nzuppau nto zucu.
Si va fattu scuru e non viriva nenti, ma appena si mintiu u primu pezzu i piscistoccu nta bucca, si nd’accurgiu chi brusciava chiù ru solutu.
«Va bo chi mi piaci u pipi, ma sta vota ma mugghieri esagerau!» pinsau.
Comunqui a fami era tanta e compari Ntoni si nittau tutta a tiella, puru se nta bucca pariva chi aviva u focu.
Quandu turnau a casa so mugghieri era ancora russigghiata e iddu, ca bucca chi ancora ittava focu, nci rissi «Ma quantu pipi nci, mintisti nto piscistoccu?»
«Nu pezzu, comu o solutu!» nci rispundiu.
«E chi pipi era, aiu u focu nta bucca!»
A matina compari Ntoni turnau nta l’ortu e, mentri passava ra scalinata, aundi so mugghieri aviva pusatu a spisa, vitti, da nterra, nu solu i furmiculi russi morti e autri chi trasiunu e nisciunu ra tana e subutu capisciu pirchì u piscistoccu brusciava!
Cu sapi quanti furmiculi si va mangiatu, sicuramenti na tiella bedda china!

giovedì 5 febbraio 2009

Rubrica settimanale

Ok, il sondaggio è concluso e, a quanto pare, siamo tutti d'accordo (a parte uno solo che ha votato no) sull'apertura di una rubrica settimanale dedicata ad un argomento specifico.

Sto pensando a come risolvere tecnicamente il problema e, penso che la soluzione migliore sia la più semplice.

1. stabiliamo un argomento
2. nel blog comparirà uno spazio dove ci sarà scritto "Questa settimana si parla di....argomento"
3. i blogger potranno scrivere post dedicati all'argomento usando le etichette consuete o creandone di nuove.

Non penso che sia consigliabile etichettare i post legati all'argomento della settimana con un etichetta specifica. Andrebbero tutti in un enorme calderone e non sarebbero più rintracciabili. A proposito, ricordo a tutti: mettete sempre l'etichetta ai vostri post, è fondamentale per rintracciarli e per non fare diventare il blog un gran casino!

OOpps.... dimenticavo, iniziate a proporre degli argomenti come commenti a questo post, il più gettonato sarà il primo argomento della settimana.

Insolazione ?

Metà anni ottanta del secolo trascorso, ero alla Sena, per i non favazzinoti attuale Luna Rossa, e come al solito pescavo.
Ero seduto sui ruderi del muro di cinta che avrebbe dovuto proteggere il giardino di Galanti e che invece, purtroppo per lui ed i suoi parenti, era adagiato sul mare.
Tardo pomeriggio, quasi sera, il sole cominciava la sua lenta discesa sull'orizzonte del mare.
Era stata una giornata di sole feroce, io l'avevo affrontata tuffandomi sovente in acqua per rinfrescarmi i cirivedda, non usavo il cappello a quei tempi.
Non c'era nessuno, solo una coppietta che usando l'ombrelone come alcova, amoreggiava non tanto discretamente.
Cicciuzzu non era venuto a trovarmi, era impegnato in una battuta di pesca 'nte costeri i Parmi, era in trasferta.
Alzo gli occhi e sulla mia sinistra, verso il paese, ad un centinaio di metri, vedo un uomo con un impermeabile bianco fino ai piedi, scalzi, con un cappello a tesa larga, tipo cow boy, che volgendomi le spalle, in piedi, pescava anche lui.
:- O cazzu, mi sta vinendu un'insolanzione - pensai
Posai la canna e mi tuffai in acqua, tenendo bene la testa sotto, piccola nuotata e ritorno sul muro, rimetto gli occhiali.
Non c'era più nessuno, l'uomo dell'impermeabile era scomparso, anche la coppietta stava raccogliendo le sue cose ed andava via.
:- Sto bene, meno male - ricomincio a pescare
Dopo un pò, mi giro a sinistra, era ancora lì, con qual cazzo d'impermeabile, mi dava le spalle, la canna era immobile, non la muoveva mai, era più vicino di prima, ad una decina di metri.
:- Mangiunu ? - chiesi per solidarietà tra pescatori
Nessuna risposta. Pacciu e puru maleducatu, pensai
Non mi sfiorava nemmeno l'idea potesse essere nu malu spiritu, pensavo ad un pazzo o a qualche allucinazioe, tipo miraggio nel deserto, o allo scherzo ben riuscito di qualche amico.
Allora c'erano due ragazzotti, miei allievi di canna, Fabio M. e Roccu u Nau, che qualche volta si divertivano a farmi gli scherzi, tipo lanciare sassi in mare per spaventare i pesci o fari buci nascosti dietro qualche scoglio, poi venivano fuori e si fermarvano a chiacchierare di pesca. Non gli mancava certo la fantasia per fare quel tipo di scherzo.
Ero quasi divertito, volevo vedere come andava a finire.
Al limite, pensavo, se questo è un pazzo e mi aggredisce, mi tuffo in mare, e lì, nel mio elemento naturale, col cazzo che mi prende, ci vorrebbe un campione olimpionico.
Presumevo di essere un grande nuotatore.
Passava il tempo, la situazione diventava insostenibile, non pescavo più, pensavo a come uscirne in maniera onorevole.
Se era un pazzo cominciava ad essere una cosa pericolosa, se era uno scherzo non volevo fare la figura di quello che si era spaventato e scappava via.
:- Che bel tramonto - dissi in italiano. Nessuna risposta, non girava mai la testa per guardarmi, guardava verso la Sicilia.
Raccolsi i miei attrezzi, leggermente turbato, e mi accinsi a tornare a casa
Il problema era che per andare via dovevo passare proprio accanto al pazzo, perchè la spiaggia nel punto dov'era lui faceva una strettoia tra i massi ed il mare, dovevo passare a pochi centimetri da lui.
Sta fungia
Decisi di attraversare i giardini, una volta lontano mi girai a guardare la spiaggia
Non c'era nessuno
Al paese, dopo cena, incontrai i due compari, Fabio e Roccu:
:- Bellu scherzu stasira -
Mi guardarono stralunati :- Quali scherzu ? -
Da allora ho sempre usato il cappello

.

mercoledì 4 febbraio 2009

Meeting with the boss

Appello a galante o a chi volesse rispondere...

Galante... ormai mi sono fissato con questa storia del nome... !!!!
e penso che anche a voi tutti farebbe piacere saperlo no ???
Non ci crederete ma trasia nta bibblioteca comunali i riggiu mi trovu carcosa ma non truvaia nenti... perciò il mio appello è :
-suggeritemi un qualcosa di preciso che potrei appunto andare a controllare in bibblioteca...
..NB: con favazzina e scilla non c'è nenti... !!!!! ...percio ditemi voi.... storia,cultura bhoooooooo...
aspetto suggerimenti. Grazie. U MISTER .

L' ura ru vocunnu

Una domanda: aimu bagnaroti nta stu blog? Ma puru discendenti ascendenti collaterali marginali a latere ra marineja i purej e i ceramirapalarina. Servono perchè chiedo conferma di questo fatto che vado a raccontare e che ho appreso da un amico, persona seria e rispettabile nonostante l'argomento, ma che non so se sia vero o solo ben congegnato.
L'argomento è u cunnu, dal latino cunnus. Sappiamo tutti che gli è stato dedicato spazio nel calendario, u vintinovi giugnu esti u jornu ru cunnu. Forse non sappiamo, io non lo sapevo, che di esso Bagnara e le sue figlie hanno trovato il modo di celebrare anche l'ora.
Dice il mio amico:" a Bagnara vige da sempre il matriarcato. La donna bagnarota è sempre stata donna forte, indipendente, lavoratrice. Sempre in giro per tutte le località della provincia a vendere e comprare fin dalle prime ore del mattino quando il consorte è ancora nel tepore del letto coniugale. Attaccata alla famiglia non dimentica che ci sono comunque dei doveri da rispettare e prima di partire per il suo giro quotidiano, a quell'ora che non è giorno e non è notte, affronta il marito e simile a una ballerina di can can solleva la leggendaria veste e chiede: -'U voi 'u cunnu?- dopo di che va, ora o più tardi non sappiamo: dipende dalla risposta che riceve.

martedì 3 febbraio 2009

La S. Croce....Il testo

Non so se conoscete questa storia….io la racconto.
La Chiesa di Favazzina, come quasi tutte le case ,durante l’ultima Guerra fu bombardata.
Tutti i giorni , ma soprattutto la sera tutta la costa veniva bombardata.La popolazione abbandonava le case, e si rifugiava nelle campagne di Solano e di Melia e dentro la galleria ferroviaria, resa inagibile ai treni dai continui bombardamenti.
E’ stato durante quel periodo ,che la S.Croce ha corso il pericolo di essere portata via dai soldati tedeschi,i quali, durante la ritirata,razziavano case e chiese.
Infatti,negli ultimi giorni di agosto del ’43, due soldati tedeschi, entrati in chiesa,a Favazzina, avevano già prelevato la Croce e pensavano di portarla via,allorchè una donna del paese, passando per caso davanti alla chiesa, cominciò a gridare a squarcia gola sul furto sacrilego che i tedeschi stavano compiendo , mettendo in fuga i militari,che abbandonarono l’oggetto prezioso.
Subito la donna entrò in chiesa prese da terra la Croce e la portò prima a casa sua, poi, dopo averla nascosta in un fascio di rami secchi, pensò che fosse opportuno, portarla nella galleria e consegnarla al prete(Antonio Bueti),che si era lì rifugiato con tante altre famiglie della parrocchia.
La vista in quel luogo del prezioso oggetto riempì tutti di gioia e di speranza.Deposta la S. Croce sopra una specie di altare improvvisato nella stessa galleria fu celebrata la S. messa ed amministrati i Sacramenti.

La S.Croce

.