Benvenuti a Favazzinablog
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Salutamu!
UGRECU
martedì 16 ottobre 2007
Indovinello:
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Malumbra
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martedì, ottobre 16, 2007
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Argomento: Indovinelli favazzinoti
domenica 14 ottobre 2007
La caccia al tesoro
Memorabili a Favazzina le numerose edizioni della caccia al tesoro organizzate da noi grezzi! Tutto nasceva nei caldi pomeriggi d'estate ma il meglio veniva fuori nelle lunghe notti passate sutta o ficu ru Grecu.
Mentre noi ci facevamo il cervello in quattro per trovare le rime degli indovinelli, 'u bambinu poetizzava concretizzando poco e niente; per lui "poetico" è sinonimo di interminabile... come le barzellette!
Celebri erano le varie illustrazioni in cui si celava un percorso indicato da un certo numero di passi, svolte a destra e sinistra, un anagramma o un rebus. Vi erano raffigurati vari personaggi di Favazzina disegnati dal nostro Greco (all'epoca molto ispirato). Chi saranno mai i due personaggi qui sopra?
E questi seduti con il cane (da notare la matita)?
E il personaggio con la bacchetta magica e il vestito ornato di $ $ $?
E questo qui sotto che suona la chitarra?
Tutto questo era racchiuso dentro la cosiddetta Mappazza!
Qui alcuni esempi:

Come dimenticare i momenti notturni in cui si nascondevano i biglietti per non farsi vedere, u Scibbalocchiu che si cacava addosso quando c'era da andare al cimitero... "Tenimi ru brazzu chi mi schiantu"!
I partecipanti avevano diritto ad usufruire di 5 aiuti solo, però, dopo aver bevuto un buon bicchiere di vino per ciascun aiuto ed aver dato un morso al panino 'ca cutuletta consegnato da ogni squadra al momento dell'iscrizione.
Non possiamo dimenticare la scena in cui Rocco ra palasia si ubriacò sacrificandosi per la squadra che non riusciva a trovare il biglietto. Furono costretti a chiedere 3 aiuti uno dietro l'altro e Rocco, munito di fascia da samurai in testa, tornava dalla spedizione a mani vuote e beveva a malincuore.
Oppure la scena in cui una squadra, dovendo portare un piatto di spaghetti col sugo ben cotti come pegno finale per la vittoria, dovette consumarlo in piazza per dimostrarne la commestibilità . Vinsero loro ma... mangiarono con gli occhi chiusi, accompagnando gli spaghetti con molto vino e qualcuno allontanandosi nauseato dal piatto confessò: "erano nel cestino della spazzatura! per arrivare prima li abbiamo raccolti e conditi con un pò di passata che era nel frigo...!!!!".
Mentre il sole di Favazzina ci sorride vi lascio con questo memorabile biglietto:
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Malumbra
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domenica, ottobre 14, 2007
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Argomento: Usanze e riti favazzinoti
sabato 13 ottobre 2007
Altri tramonti favazzinoti
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Galanti
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sabato, ottobre 13, 2007
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Argomento: Video-foto-musica
venerdì 12 ottobre 2007
U Bambinu
Presente ogni estate, da quasi 40 anni a Favazzina, è uno dei membri della congrega dei Rozzi. Dai dubbi gusti musicali, musica texano-bovara (Bruce Springsteen), hard rock (Guns 'n' Roses, Cinderella) e il Vasco degli anni '80, dopo un passato di tastierista, si è esibito per anni nella sua (unica!) performance canora: "Lo shampo" di Gaber... tra l'altro stonando puntualmente sul ritornello. Oltre alle performance canore deve la propria fama anche a 4 o 5 pseudo barzellette kilometriche che hanno provocato più di un tentato suicidio!
E' ricordato anche per l'organizzazione di dubbi tornei di biliardo (nei quali è risultato sempre vincitore) nto' u Bar ru Magu ri graniti.
Degno di nota è l'inconfondibile look du Bambinu: pantaloncino lungo al ginocchio con cintura (anche in spiaggia), camicia rigorosamente a quadri interamente sbottonata (lasciamo perdere i colori), ma con maniche lunghe e polsini allacciati (anche in spiaggia), ciabattine i plastica, barba, capello con ondina sulla fronte, (a volte) borsello a tracolla. Come non ricordarlo così acconciato mentre, appoggiato ad un'auto 'nta chiazza ra Rimembranza, con la sigaretta in bocca, stava due ore al cellulare!
Dal carattere volitivo e passionale deve il proprio soprannome ad una mitica frase che pronunciò qualche anno fà e che riporto: "Alcuni dicono che sono rimasto un bambino, ma io in realtà ne sono orgoglioso!". Attualmente maritatu, passa per persona seria in quel di Roma. Oopps... dimenticavo... è mio cugino!
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u Grecu
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venerdì, ottobre 12, 2007
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Argomento: personaggi mitologici
mercoledì 10 ottobre 2007
U palluni ri figghioli
Il calcio favazzinoto giocato negli anni '80 da noi, allora bambini, è una sorta di rito tribale che si discosta completamente dal gioco del calcio originale tanto che, per non creare confusione, lo chiamerò in questo post 'u palluni'.
Ntu palluni le rimesse si effettuavano con i piedi, il fallo veniva concesso dopo lunghe discussioni e patteggiamenti tra squadre, il rigore scatenava polemiche di ore, il fuorigioco...be..... nessuno aveva mai capito bene cosa fosse anche perché di solito la figura dell'arbitro era completamente assente! Le squadre rappresentavano clan amicali/parentali spesso contraddistinte da rivalità ataviche con gli avversari.
Noi figghioli stanchi di giocare 'nta Rimembranza decidemmo di seguire il modello dei grandi e di affittare il campo polifunzionale (del non ancora noto come Mago delle Granite) per il primo torneo i palluni ri figghioli. Le squadre erano così composte:
BULLDOZER: La mia squadra. Eravamo gli sfavoriti del torneo e sbeffeggiati da tutti in quanto considerati, a ragione, negati per il calcio. Componenti: u Grecu (date le mie scarse capacità calcistiche scelsi il ruolo di portiere così nessuno poteva rompermi le palle), u Bambinu (Centroavanti /fantasista della squadra... allora svolgeva qualche attività fisica), Andrea Mbù (unico difensore, praticamente un secondo portiere), Nino Tempesta (centroavanti non tornava in difesa manco a bestemmiare), Lello (centroavanti bomber giocava con noi solo perché sorteggiato!)
SQUALI: Squadra capitanata da Walter u melanisi (Capitano/Centroavanti/bomber)...l'unico che giovava, a suo dire, in una squadra vera, Pelè (centroavanti/bomber)... il nome dice tutto, Raffaele (portiere)... millantava di essere il portiere delle giovanili della Sampdoria, altri due Centroavanti che non ricordo. Erano i favoriti e si davano un sacco di arie!
DIAVOLI: Capitanata da Gianni Tabacca (Capitano/Centroavanti/bomber), Scibbalocchiu (Centroavanti)... anche lui all'epoca cercava di muoversi, So cugginu Peppe (Centroavanti), altri due Centroavanti dei quali non ricordo il nome.
Premio in palio: 5 mottarello pralinato dal costo di 200 lire gentilmente offerti dal non ancora Mago.
Note particolari: u Bambinu era accompagnato dal suo "staff"... u Re Bonu che a bordo campo, a gioco fermo, lo obbligava all'aspersione del borotalco e al cambio della maglia sudata con la velocità di un meccanico della Ferrari.
Molti di voi si chiederanno: ma come cazzu facivati... tutti attaccanti? Ebbene si... 'nto Palluni bastava il requisito dell'età (13 anni veri o millantati) per essere considerato attaccante! Essere difensore era un'onta riservata ai piccoli...non parliamo poi dei portieri!
La prima partita (estratta a sorte) vide contrapporsi Bulldozer contro Diavoli. Forse sarà stata l'eccessiva sicurezza degli avversari o il nostro timore, ma passammo subito in vantaggio, venimmo rimontati, ma il mitico Lello salvò il risultato regalandoci la seconda rete! La partita fu anche contraddistinta da due miei salvataggi miracolosi!
A questo punto gli sconfitti Diavoli se la dovettero vedere con i favoriti Squali che clamorosamente si fecero battere da un indiavolato Gianni Tabacca che, alla Paolo Rossi, infilò una tripletta agli avversari.
A logica la partita successiva sarebbe dovuta essere Squali contro Bulldozer, ma a causa di un "errore".....ehm..... "qualcuno" decise di giocare Bulldozer contro Diavoli (giuro che ero in buona fede). La partita iniziò malissimo. Andammo subito sotto di 2 goal quando... la stanchezza cominciò ad arginare il temuto Tabacca (che in definitiva stava giocando ininterrottamente tre partite). La stretta marcatura di Andrea Mbù fece il resto. Iniziò la nostra (cioè di Lello) implacabile goleada che ci portò al clamoroso risultato di 5 a 2!!!!!!!
La conquista del mottarello pralinato fu una delle emozioni che ricorderò per tutta la vita... paragonabile solo a quella che deve aver provato Dino Zoff mentre alzava la coppa del mondo!
A tutti i nostalgici du Palluni ri figghioli voglio regalare una perla.... i Bulldozer nella loro seconda formazione (dopo qualche cessione
e la campagna acquisti)
in piedi da sinistra: Nino Tempesta, Hugo
accovacciato da sinistra: u Grecu, u Bambinu, Donato
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u Grecu
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mercoledì, ottobre 10, 2007
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Argomento: Storie 'i Favazzina, Usanze e riti favazzinoti
martedì 9 ottobre 2007
L'età dell'innocenza
Una sequenza di emozioni che, da sole, valgono un'intera estate ed immediatamente riappacificano con il mondo dopo un viaggio interminabile ed ogni volta sempre imprevedibile.
Per la verità, a prescindere dalla spettacolarità del paesaggio e dall'impatto emotivo che si prova vivendolo, l'emozione più forte sta nel fatto che si comprende immediatamente che, superato quel ponte, si entra in un mondo che per tutti noi ha rappresentato e rappresenta tuttora, a dispetto dall'età che avanza, una serie indecifrabile di emozioni, scoperte, divertimenti e paure, amicizie e pianti, felicità e malinconie tali da renderlo unico e irrinunciabile.
Superato quel ponte negli anni si sono sempre abbandonati abitudini "invernali", appuntamenti più o meni seri, a secondo del passare degli anni, con la "vita ordinaria", vestiti e spesso anche le scarpe. Non è mai stato raro trovare il Greco vagare a petto nudo fino al tramonto, o scovare Magù con tutti quei peli in bella mostra, od incontrare Malumbra camminare a piedi scalzi, il Geko con il gelatino o addirittura intravedere Scibalocchio, rinunciando alla propria buona dose di glamour, prendere il sole con il costumino... o vedere U Bambinu con la sua inconfondibile camicia scendere a mare: eravamo coscienti che la libertà di quei momenti avrebbe per sempre rappresentato la forza della nostra amicizia e della nostra stessa crescita.
A tal proposito si potrebbero narrare migliaia di aneddoti che non farebbero altro che confermare come il nostro stesso spirito si sia plasmato ed anche, perchè no, fortificato all'interno di quel paesino, storie di semplice vita vissuta ma che hanno contribuito forse più di qualsiasi altra esperienza a capire chi eravamo e cosa volevamo dalla vita.
Potrei raccontare di quando il Greco mi portò nella sua stanzetta e con l'orgoglio di chi sta crescendo mi fece sentire che sapeva dire le parolacce! Potrei raccontare delle prime confidenze amorose avute sempre con il Greco sulla sua terrazza (te lo ricordi? - je t'aime...). Potrei raccontare ancora della rivoluzionaria decisione presa da me e dal Greco in concomitanza - per avere più forza - di mettersi i pantaloni lunghi la sera per uscire... ne potrei raccontare tante, ma forse c'è un aneddoto che nessuno, a parte il Greco, conosce, che ha Magù come protragonista indiretto e che in qualche modo ha rappresentato la definitiva perdita dell'innocenza quale pedissequa osservanza dei dettami dei Grandi.
Non meno di trent'anni fa esisteva a Favazzina un "triunvirato" formato dal sottoscritto, dal Greco e ... da Hugo (bisogna contattarlo!), malgrado la loro voglia di "trasgredire" e di "ribbellarsi" ai dettami dei genitori, questi tre erano proprio degli imbelli ragazzini pieni di paure. Nel contempo abitavano a Favazzina altri due ragazzini, Magù e suo fratello, che erano additati a buon esempio ed a buon modello di educazione e rispetto. Il tutto provocava in noi, inevitabilmente, una sorta di invidia e competizione. Tale situazione, come tutte le situazioni conflittuali, doveva avere uno sbocco ed una fase risolutiva. Infatti la ebbe. Un pomeriggio Hugo venne a parlarci urgentemente ed è da quel giorno che col Greco ci interroghiamo sulla veridicità o meno della storia e su come un'immagine così geniale possa essere stata concepita da un ragazzino più piccolo di noi. Trafelato dall'affanno, per raccontarci al più presto quanto diceva di aver visto con i suoi occhi, venimmo a sapere, accompagnando la storiella con una sua solita canzoncina che riassumeva il fatto, che in quella stessa mattinata dal suo balconcino, che stava esattamente dalla parte opposta di Favazzina, aveva visto i due fratellini nudi nel bidet che facevano il bagnetto. Quell'immagine profanatrice, a cui naturamente volemmo credere, ci sollevò da qualsiasi competizione rendendoci in qualche modo più forti e sicuri di noi stessi.
Bhe, Favazzina era ed è anche questa.
U scriviu:
u bambinu
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martedì, ottobre 09, 2007
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Argomento: Cosa è Favazzina
sabato 6 ottobre 2007
IL RITO DELLA MATITA
Nei riti Favazzinoti degli anni '90 emerge per originalità assoluta il "rito della matita" che ha suscitato parecchio successo tra noi giovani poichè il suo inventore, Pelè, lo praticava spesso e volentieri. C'è da premettere che il protagonista del rito era la bonanima di Scubidù, il cane più famoso di Favazzina, il cane di tutti!
Il rito si praticava nel seguente modo (possiamo citare una tipica scena):
Scubidù incontrava sul suo cammino Pelè il quale lo salutava e lo chiamava così "scubi, veni ccà!". Scubi gli si avvicinava e gli si sdraiava accanto. A questo punto Pelè con la punta della scarpa iniziava a praticare un leggero massaggio sul membro di Scubidù e fissandolo negli occhi esclamava: "Scubi, nesci a matita!".
Tutti a Favazzina, incontrando Scubi, avranno detto almeno una volta nella loro vita "Scubi nesci a matita"...... certamente il rito completo, con la punta della scarpa, non è da tutti!
Voglio farvi un regalo in ricordo del nostro amato Scubi e della sua matita, eccolo:
U scriviu:
Malumbra
u iornu:
sabato, ottobre 06, 2007
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Argomento: Usanze e riti favazzinoti
venerdì 5 ottobre 2007
Personaggio misterioso
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u Grecu
u iornu:
venerdì, ottobre 05, 2007
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Argomento: Indovinelli favazzinoti
lunedì 1 ottobre 2007
U vittiru 'nta facci
A questo punto mi sembra doveroso scrivere un racconto di cui è protagonista il Geko. Durante una sera dell'estate 1994 (forse) l'allegra comitiva era un po' scazzata. Era una di quelle occasioni nelle quali ci sovrastava il nulla cosmico e dove sembrava che non si prendesse nessuna piega. Per uscire dall'empasse decidemmo di abbandonare il paese. E' doverosa una precisazione: abbandonare il paese significava, di solito, andare a Scilla. Io sono sempre stato invece, malgrado l'opinione di tutti dopo anni smentita, un grande sostenitore di Bagnara dove notavo un passeggio "maggiormente produttivo" e dove si narrava che, nella nuova birreria, ci fosse una cameriera straniera veramente notevole. Se non erro la formazione, oltre al sottoscritto, era formata da Malumbra, Scibbalocchiu e il Geko.
Appena arriammu 'nta birreria, vittimu c'a cameriera era effettivamente bionda, alta e considerevolmente bona. Ordinammo l'immancabile birra. Dopo un po' la cameriera arrivò con un vassoio con quattro birre: tre bei grandi boccali colmi fino all'orlo e un piccolo bicchierino insignificante. Guardò Malumbra negli occhi, lo giudicò meritevole di tanta ricchezza e gli pose innanzi un boccale grande. Stessa sorte toccò a me e a Scibbalocchiu, ma ancora non era finita.... guardò il Geko con uno sguardo commiserevole e con un gesto di sufficienza gli mise davanti il bicchierino di birra.
Tale gesto segnò il destino di un uomo! Ci risvegliammo subito dal torpore del nulla cosmico al coro unanime di "U VITTIRU 'NTA FACCI!" e cominciammo a ridere come pazzi!
Ancora non lo sapevamo, ma quella sera era nato un mito! La frase "U VITTIRU 'NTA FACCI" contrassegnò il Geko negli anni a venire in tante altre avventure.
U scriviu:
u Grecu
u iornu:
lunedì, ottobre 01, 2007
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Argomento: Storie 'i Favazzina





