Benvenuti a Favazzinablog

Finalmente, dopo anni che ho in mente di farlo, ho deciso di aprire questo piccolo blog su Favazzina. L'obiettivo è quello di creare una comunità virtuale delle varie persone che negli anni hanno preso parte alla vita della nostra mitica Favazzina in modo che, almeno attraverso internet, possano sentirsi e non perdere i contatti, ma anche quello di scrivere e non dimenticare le varie storie che per tante estati ci hanno fatto morire dalle risate.
Se vi va di partecipare potete contattarmi su skype (mauro.fuca) o scrivere un commento anonimo al blog (scrivete in ogni caso la vostra email) così vi faccio diventare autori del blog e potrete darmi una mano.
Salutamu!
UGRECU

lunedì 29 settembre 2008

Maciste e i confetti

Quando Maciste ed io andavamo a Reggio, io a scuola e lui a lavorare, eravamo abbastanza famosi tra gli studenti che viaggiavano in treno con noi (minchia chi modestia). Sia a me che a lui è sempre piaciuto cantare e il nostro scompartimento era sempre pieno, soprattutto di ragazze che venivano ad ascoltarci e a ridere per gli show che fin d’allora Maciste faceva. Come detto Peppe andava già a lavorare e come, scritto pure ru Longu, si occupava di altre innumerevoli cose, come raccogliere le gardenie, fare piccoli lavori da elettricista o ‘mbivirari i limuni a Roccu u mericanu, l’unico dal quale non è mai riuscito ad avere un soldo. Tutti gli anni, quando arrivava il momento di pagarlo, l’americano si inventava che il motore era spasciato e poi incolpava Peppe di averlo rotto, così trovava la scusa per non dargli i soldi, era furbu comu na vurpi. I soldi comunque a Peppe non mancavano ed aveva le tasche sempre piene di caramelle e cioccolatini che, con aria da gran signore o per fare il figo se preferite, offriva a tutte le ragazze nello scompartimento. All’andata io e Peppe andavamo sempre insieme, ma al ritorno raramente ci incontravamo, avendo ovviamente orari diversi. Un giorno, come di solito facevo, dopo aver fatto i compiti, scesi al campo per incontrarmi con i miei amici, (u campu era il nostro punto d’incontro preferito) vidi Peppe e subito gli chiesi con chi era tornato e com’era andata. Mi fece il nome di alcune ragazze che conoscevo e mi disse che aveva fatto un figurone offrendo loro dei confetti che aveva appena comprato, dopo aver visto la pubblicità in televisione. Un po’ per la curiosità ed anche perché speravo me li facesse assaggiare, gli dissi di farmeli vedere. Tirò fuori di tasca la scatola e me la mostrò. Erano i famosi confetti Falqui.
«Pi ddaveru nci rasti sti cunfetti?» gli chiesi, pensando scherzasse.
«Certu chi nci resi e ci piacirunu puru, mi ndi mangiaru menza scatula!»
«Minchia Peppi, ma no sai chi chista è na purga?»
«Na purga? E chi cazzu ndi sapiva!»
«Ma no liggisti nta scatula? E poi possibili chi nudda si ‘ndarcuggiu?»
«No, si pigghiaru senza mi rinnu nenti!»
Mi immaginai la scena con Peppe tutto gentile che offriva loro i confetti e le ragazze che li prendevano sorridenti, per poi, una volta a casa, correre al cesso. Non riuscii più a trattenermi e scoppiai a ridere.
«Ma ti rendi cuntu chi purgasti a tutti?» gli dissi piegandomi in due dalle risate.
«Chi voi mi nci fazzu, oramai si pigghiaru, e poi, mu tu ricu a tia, cu si ndi futti se purgai, tantu chiddi u stessu non mu raunu!» (u sticchiu n.d.r.)
E ripensando alle ragazze e a quello che Maciste aveva loro combinato, andai avanti a ridere tutto il pomeriggio.

3 commenti:

arcade fire ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
arcade fire ha detto...

Macisti ndi cumbinava...A propositu i diarrea mi ricordu chi u mericu C..ò nci resi na mericina a B....dda pu duluri i na mola cariata.
"Oh rutturi, mi fici tutta a notti sittatu nto cessu. A mericina chi mi rastuvu mi sciuppau i bburedda."
Ci rispundiu: "E a mola non va sciuppau?"

mbù ha detto...

Questa storia me l'ha raccontata direttamente lui anche se cn particolari leggermente diversi