Benvenuti a Favazzinablog

Finalmente, dopo anni che ho in mente di farlo, ho deciso di aprire questo piccolo blog su Favazzina. L'obiettivo è quello di creare una comunità virtuale delle varie persone che negli anni hanno preso parte alla vita della nostra mitica Favazzina in modo che, almeno attraverso internet, possano sentirsi e non perdere i contatti, ma anche quello di scrivere e non dimenticare le varie storie che per tante estati ci hanno fatto morire dalle risate.
Se vi va di partecipare potete contattarmi su skype (mauro.fuca) o scrivere un commento anonimo al blog (scrivete in ogni caso la vostra email) così vi faccio diventare autori del blog e potrete darmi una mano.
Salutamu!
UGRECU

martedì 7 ottobre 2008

Quando a Favazzina c'era il mare

Le foto di Spusidda sono malinconicamente evocative di quello che Favazzina fu, delle cose perdute che non torneranno più. Ma è una malinconia dolce che nel ricordo si veste quasi di una labile felicità. Questa felicità io me la ricordo così.

Quando a Favazzina c'era il mare c'era pure una spiaggia che "durava" ra Sena a Suttafrunti. Era di sabbia bianca e fine, la superficie si solidificava in lastre che prendevi nel palmo della mano e poi le sbriciolavi serrando le dita.

................................. c'era il mare non c'erano le barche ma poi arrivarono tre caravelle, la don Mimì, la Orazio e la ragionier Lo Faro.

Quando a Favazzina c'era il mare non c'erano le case perché dalla spiaggia l'unico edificio visibile era la Caserma e non c'erano ostacoli davanti ai tuoi occhi, sfioravi con un dito Scilla e Cariddi.

.................................c'era il mare c'erano i canneti e delle canne ne facevamo cerbottane, le frecce avvelenate erano i nozzuli du parmentu.

Quando a Favazzina c'era il mare il bagno si faceva tutti assieme, decine e decine di ragazzi. Ogni giorno la gara assoluta, venti metri a perdifiato da "fora a ribba": vinceva sempre 'u Longu.

................................. c'era il mare c'era il profumo delle zagare, i limoneti quasi lambivano le onde e c'erano i condotti per abbeverare i limoni, seduti sui condotti si parlava e scriveva d'amore: vinceva sempre Spusidda.

Quando a Favazzina c'era il mare, 'u Campu era terra polverosa, era terra di dispute e di sciarri.

..................................c'era il mare c'erano Rustico, Mittà, Fermo, 'a Sedda e 'a seddamuletta, Brancatò. C'erano le vigne e l'uva, Zibibbo, Corniola, Minna 'i vacca, uva pane, uva fraula e marbasia.

Quando a Favazzina c'era il mare c'era un buio più buio e le stelle cadenti le potevi toccare.
Esprimi il desiderio che quel mondo perduto non sia dimenticato.

7 commenti:

Spusiddha ha detto...

A parti a nostalgia cu u to post faci viniri, è veru, sono sempre stato un inguaribile romantico!

arcade fire ha detto...

Non è peccato, anzi...

LUNA PIENA ha detto...

Quando a Favazzina c'era il mare c'era un buio più buio e le stelle cadenti le potevi toccare.
STUPENDO!

arcade fire ha detto...

Luna mi sa che in quanto a romanticismo fai il paio con il poeta Spusidda e io sono con voi...tris

nino u ficonsgi ha detto...

Ragazzi le stelle sono cadute....ma resteranno sempre luminose e belle...dedicato a tutte le donne del Blog...una in particolare.....:-)...faciti vui

georgie ha detto...

grazieeeeee ficonsgi, che blog di romantici. alla faccia di chi dice che il romanticismo è decaduto.

u'longu ha detto...

Arcade...bravo
Siete dei romanticoni, tra tia, u Spusidda, Luna Piena.
Ma io starei attento a Ficonsgi prima, poi magari vardava u mari.
Tutti i piscaturi sunnu percolosi pirchì sannu ittari l'isca.